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Comunicazione informativa ai clienti dei Servizi Pubblici non di linea

CO.TA.BO. - CO.SE.PU.RI. - SA.CA. - C.A.T. RADIOTAXI

invitano gli utilizzatori dei servizi pubblici di trasporto persone a prestare particolare attenzione

SE PER I VOSTRI SPOSTAMENTI UTILIZZATE IL SERVIZIO PUBBLICO NON DI LINEA, FATE ATTENZIONE A NON SERVIRVI DI CHI INFRANGE LA LEGGE

Capita sempre più spesso che autisti improvvisati si appostino alla ricerca di clientela fingendosi operatori regolari del servizio di noleg­gio con conducente. In realtà si tratta di soggetti spesso senza i necessari requisiti abilitativi e che nella maggior parte dei casi tenta­no di truffare gli ignari clienti. Oltre a questi abusivi totali, sono presenti sul territorio anche nume­rosi noleggiatori con autorizzazioni di altre Province e Regioni che, in violazione alle leggi esistenti, operano facendo intendere ad incon­sapevoli clienti che il loro comportamento sia legittimo. Sappiate che le leggi esistenti stabiliscono esattamente competenze e possibilità d'esercizio per chi si occupa di trasportare persone e anche limiti e regole chiari e precisi, a tutela degli utilizzatori di que­sti servizi e della loro sicurezza. Se per i Vostri spostamenti volete la garanzia del rispetto della lega­lità, utilizzate un Taxi oppure un noleggio con conducente che esponga sul parabrezza un logo ovale azzurro con la dicitura "AREA SOVRACOMUNALE BOLOGNESE" e avrete la certezza di non concor­rere ad infrangere le leggi esistenti.

Se avete bisogno di spostarvi, utilizzate chi rispetta le regole. Rivolgetevi a noi:

CO.TA.BO. - CO.SE.PU.RI. - SA.CA. - C.A.T. RADIOTAXI

 

 

 

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MILLEPROROGHE PROROGATO AL 30 giugno 2012


«il dpcm proroga a fine anno il decreto con cui si sarebbero dovuti adottare disposizioni attuative volte a impedire “pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio noleggio con conducente” a causa dei “notevoli profili di criticità, sia sotto il profilo costituzionale che comunitario” e di “attuazione alla luce di alcune carenze sostanziali di carattere ordinamentale" »

 

 

 

Federnoleggio chiede meno vincoli per dare nuove opportunità alle imprese del settore N.C.C.

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In questi giorni è in discussione una manovra economica che ha l’obiettivo, attraverso tagli della spesa pubblica e aumento della pressione fiscale, di azzerare il deficit dello Stato per dare garanzie al mercato sulla possibilità di restituire le risorse prese a prestito per fare fronte allo spaventoso debito pubblico.

Senza volere entrare nel merito rispetto alla efficacia e alla equità delle scelte di politica economica che si stanno approntando, salvo rilevare che continua la crescita della pressione fiscale ormai insostenibile per le imprese mentre vengono rimandate le scelte per tagliare i costi della politica e le spese improduttive, tutti i principali analisti economici sottolineano che senza rilanciare la crescita economica investendo su liberalizzazioni, innovazione e maggiore produttività appare difficile invertire la tendenza e dare una prospettiva alla nostra economia e alla nostra società.

Contro le misure di liberalizzazione, che hanno l’obiettivo di aprire i mercati stimolando la concorrenza e premiare le aziende più capaci e in grado di soddisfare le esigenze dei consumatori, si sono scagliate le corporazioni, ad esempio le principali sigle del settore taxi e noleggio con conducente che sono riuscite in commissione al Senato ad escluderci dalla normativa in approvazione, garantendo ancora una volta il numero chiuso, il vincolo territoriale e la garanzia della tariffazione concordata.

Questa decisione trova tutta la contrarietà di Federnoleggio, l’associazione di noleggiatori con conducenti aderente alla Confesercenti di Bologna, che ritiene sbagliato continuare a pensare ad una prospettiva fatta di vincoli, licenze, numero chiuso, con il risultato che quando, prima o poi, l’Europa ci costringerà alle regole del mercato e della concorrenza, avremo un sistema di imprese che pagherà un prezzo molto alto dopo essersi abituato ad un mercato protetto.

A Bologna la situazione è ancora più blindata in quanto la gestione del servizio noleggio con conducente è gestito da due cooperative che hanno creato un mercato protetto in cui è impossibile entrare e addirittura progettano la loro fusione per creare un monopolio e dettare le regole, gestire le licenze e determinare le tariffe.

Occorre liberalizzare il settore, eliminare il sistema che ha generato quelli che loro chiamano gli “irregolari”, cioè coloro che con una licenza di un comune limitrofo operano sulla città, operatori che con tanto di autorizzazione, patente e iscrizione al ruolo non hanno voluto o potuto acquistare una loro licenza con richieste di oltre 200.000 Euro, acquistando autorizzazioni in provincia a prezzi più sostenibili per una nuova impresa.

Federnoleggio, l’Associazione di cui sono Presidente a Bologna si batte per una diversa regolamentazione dell’attività di noleggio con conducente, più libertà di fare impresa, libertà di circolare sul territorio provinciale e regionale, libertà di determinare le tariffe di servizio per i cittadini e le imprese che si occupano di turismo, mettendo al centro la capacità e la voglia di innovare.

Federnoleggio vuole dare la possibilità agli imprenditori associati di investire nella propria impresa per la crescita, per nuovi posti di lavoro, consapevoli che solo il mercato e i consumatori possono definire il valore di una impresa.

Speriamo che in Italia e a Bologna tutto ciò sia possibile. Per quanto ci riguarda chiederemo alla nuova Amministrazione e alla Provincia segnali di discontinuità in questo settore, nell’interesse della città e dei cittadini e delle imprese che credono nel mercato.

Fabio Fabbri, Presidente Federnoleggio Bologna, 13 set 2011

 

A proposito di legalità....

 

 

 

DISEGNO DI LEGGE  N. 2165


Il Senato converte in legge con atto 2165 del 19 maggio il D.L. 40/2010. Il "milleproroghe" fa passi avanti, adesso bisogna vigilare costantemente perché la normativa venga definita e sia applicabile per un reale contrasto all'uso distorto delle autorizzazioni.

Ecco il testo votato e le pagine dello studio che accompagnava gli atti parlamentari.

Si tratta di un passo in avanti che attesta la situazione ad un punto più avanzato  anche se non è esaustivo, la questione fondamentale è che ora gli atti conseguenti non solo rispettino le intese sottoscritte ma siano realmente applicative ed esigibili in modo da impedire un uso distorto delle autorizzazioni NCC.

Territorialità comunale del servizio taxi e NCC , sanzioni concrete ed esigibili, criteri di corretta individuazione degli organici taxi e NCC, ecc... rimangono i punti fondamentali da acquisire con certezza

Continui quindi la vigilanza e l'unita' della categoria.

 

presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri (BERLUSCONI)

dal Ministro dell’economia e delle finanze (TREMONTI)

dal Ministro dello sviluppo economico (SCAJOLA)

e dal Ministro per la semplificazione normativa (CALDEROLI)

di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (MATTEOLI)


(V. Stampato Camera n. 3350)

approvato dalla Camera dei deputati il 6 maggio 2010

Trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza

il 6 maggio 2010

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, recante disposizioni urgenti tributarie e finanziarie in materia di contrasto alle frodi fiscali internazionali e nazionali operate, tra l’altro, nella forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere», di potenziamento e razionalizzazione della riscossione tributaria anche in adeguamento alla normativa comunitaria, di destinazione dei gettiti recuperati al finanziamento di un Fondo per incentivi e sostegno della domanda in particolari settori

Voto finale 19 maggio 2010
Dichiarazioni di voto
Votazione per appello nominale: favorevoli 163, contrari 134, astenuti 0, votanti 297, presenti 298.

 

Articolo 2. comma 3

3. Ai fini della rideterminazione dei princìpi fondamentali della disciplina di cui alla legge 15 gennaio 1992, n. 21, secondo quanto previsto dall’articolo 7-bis, comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, ed allo scopo di assicurare omogeneità di applicazione di tale disciplina in ambito nazionale, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, previa intesa con la Conferenza Unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono adottate, entro e non oltre il termine di sessanta giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore del presente decreto, urgenti disposizioni attuative, tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio di taxi e del servizio di noleggio con conducente o, comunque, non rispondenti ai principi ordinamentali che regolano la materia. Con il suddetto decreto sono, altresì, definiti gli indirizzi generali per l’attività di programmazione e di pianificazione delle regioni, ai fini del rilascio, da parte dei Comuni, dei titoli autorizzativi.

legge 2165  77 KB

 

 

 

AUTOSCONTRO, NELLA GUERRA TASSISTI-NOLEGGIATORI, CHI RISCHIA DI PERDERE E' IL CLIENTE

IL VENERDI' DI REPUBBLICA, 27 marzo 2009

PAOLO CASICCI e ALBERTO FIORILLO 


Quanto sono lunghi otto chilometri? A Francavilla al Mare non finiscono mai. Altrimenti perché il Comune abruzzese avrebbe concesso cento autorizzazioni ad altrettanti autisti per scarrozzare clienti in berline di lusso, su e giù per il lungomare? A Francavilla c'è un noleggio con conducente (quelle macchine chic con lo scudetto Ncc argentato vicino alla targa) ogni 240 abitanti. Una densità di chauffeur simile a quella del Principato di Monaco. Ma di Mercedes e limousine in coda ad attendere i vip fuori dagli hotel non se ne vedono. «E mai se ne vedranno» sbotta Nicola Di Giacobbe, segretario di Unica Taxi Cgil: «Quasi tutti quegli Ncc sanno a malapena com'è fatta Francavilla: vanno lì solo per ottenere le licenze e poi lavorano nelle grandi città, rubando le corse a tassisti e noleggiatori onesti. È un imbroglio».

Un trucco, se è davvero tale, che va spiegato. Partendo dalla legge del 1992 che fissa le differenze tra taxi e servizi di noleggio con conducente. I primi si rivolgono a un'utenza occasionale, aspettano le persone per strada, nei parcheggi riservati. I secondi vanno prenotati in anticipo per un itinerario specifico e hanno l'obbligo di iniziare e terminare la corsa nello stesso capolinea: il garage dove hanno la sede, nel comune che ha rilasciato l'autorizzazione. Ovvero, nel caso di Francavilla le corse dovrebbero partire di lì e lì finire: se la corsa parte e finisce a Roma (o in qualsiasi altra città) è fuorilegge.

Fin qui la teoria. Poi c'è la pratica dei 40 mila tassisti e delle 50 mila imprese (con oltre 120 mila addetti) di autonoleggio. «Quello di Francavilla è il caso più eclatante» spiega Di Giacobbe, «ma i Comuni che concedono il lasciapassare agli Ncc, senza controllare se quei veicoli facciano effettivamente servizio sul loro territorio, sono numerosi». Tra questi, Campodimele: 676 anime in provincia di Latina e 70 nulla osta. Mentre pochi mesi fa i vigili urbani capitolini hanno sequestrato le concessioni rilasciate da un piccolo Comune del Casertano a 64 autisti che lavoravano stabilmente a Roma. Senza contare che nel comparto c'è anche una diffusa compravendita di permessi veri (in tutte le città dove le licenze scarseggiano si vende il kit «nulla osta più auto» anche a 100 mila euro) e un parallelo commercio clandestino di certificazioni false o contraffatte. Un affare, ha appurato la magistratura, nel quale si è tuffata pure la 'ndrangheta calabrese.

A Bologna, un terzo dei 380 Ncc ha targhe di altre città. Nella capitale, a fronte di 1.025 conducenti con le carte in regola, almeno 4 mila sono fuori legge, perché non rientrano nella rimessa dopo la corsa e attirano a bordo clienti che dovrebbero finire sui taxi. Ecco il principale motivo di polemica. Ai terminal degli aeroporti e in diverse località di villeggiatura, gruppi di Ncc, a detta dei guidatori delle auto bianche, portano via gli utenti migliori. A Linate i tassisti sono già pronti allo sciopero, se non sarà fatta piazza pulita degli abusivi: «Col ritornello "taxi, taxi" intercettano i viaggiatori vicino alle uscite, scippano le corse più lunghe e più redditizie» denuncia la Uil Lombardia, «mentre dovrebbero starsene nei desk dell'atrio in attesa del cliente». È un mercato nero che solo a Linate vale 10 mila euro al giorno. Stessa storia a Fiumicino (ma qui i carabinieri la settimana scorsa hanno scovato irregolarità da una parte dall'altra, distribuendo multe per 85 mila euro) e sulla Riviera Romagnola, dove la Confartigianato denuncia che periodicamente tra Rimini, Riccione e Cattolica agiscono conducenti con autorizzazioni rilasciate da San Marino. E ora, a surriscaldare gli animi, potrebbe contribuire anche Trenitalia, che presto offrirà ai passeggeri dell'alta velocità Milano-Roma il noleggio con conducente a prezzi competitivi con quelli dei taxi.

Insomma, è autoscontro. Per i tassisti, gli autisti irregolari sono i «burini» (per via delle licenze ottenute in provincia); gli autonoleggiatori replicano chiamandoli straccioni. Eppure molti, in passato, appartenevano alla stessa «famiglia»: il 30 per cento degli Ncc romani sono tassisti passati dall'altra parte della barricata, segnala il coordinatore nazionale di Federnoleggio Mauro Maggi. Ma l'origine comune non aiuta. Anzi. «Capita che il tassista veda nel noleggiatore, in giacca e cravatta, con una clientela più selezionata e auto più belle, uno "che ce l'ha fatta". C'è tanta invidia». E dall'invidia nascono schermaglie, insulti, minacce. Ma anche risse, come a Milano pochi giorni fa, mentre a Roma c'è scappato pure il morto: nel 2006 un tassista, un ex pugile con precedenti penali, uccise con un pugno un noleggiatore che a suo dire gli stava sottraendo la corsa di due turisti verso l'aeroporto. «Ed è a causa di questo piccolo manipolo di criminali che è difficilissimo riformare il mercato» dice Mauro Calamante, Pd, ex assessore al Traffico di Roma.

«Anche in Costa Smeralda le zuffe non sono rare» dice il capitano Cesare Antuofermo, della Guardia di finanza di Olbia. «D'estate, attratti dagli ospiti facoltosi di Porto Cervo, arrivano decine di noleggiatori da Milano, Firenze, Roma e da altre zone della Sardegna». Non solo: la Gdf ha scoperto uno strano traffico di auto lussuose. «Ci sono persone che noleggiano Ferrari, Jaguar, Porsche, e poi si mettono a fare gli autisti dei vip senza avere titolo, contando su una consolidata rete locale di procacciatori di clienti che coinvolge, magari, il barman del locale alla moda o l'ormeggiatore di yacht. E, insieme ai passaggi in auto, vendono anche altri servizi: la compagnia per una festa, la gita in barca a vela. Un giro di soldi e affari che salda abusivismo ed evasione fiscale: questa Costa sarà pure Smeralda, ma c'è parecchio nero». La Federnoleggio invita, però, a non generalizzare: «Non siamo abusivi» sottolinea Maggi. «La nostra utenza è diversa da quella dei taxi: ci sono parlamentari, attori, manager e dipendenti di aziende con cui sottoscriviamo accordi. Se qualcuno prende permessi in Comuni diversi da quelli dove opera, è perché la sua città da anni non rilascia nuove licenze. Certo, il caso di Francavilla è un boomerang per la categoria». Una vicenda, quella abruzzese, ancora aperta. La Procura sta indagando sul boom di autorizzazioni: la stragrande maggioranza delle richieste arrivava da noleggiatori laziali, ma anche da Lombardia, Molise, Campania. «Il vecchio sindaco (Pdl) aveva liberalizzato il settore e io, nominato assessore nel maggio 2008, mi sono ritrovato un'eredità di 75 licenze, 350 pratiche in dirittura d'arrivo e 160 domande appena presentate» spiega Stefano Di Renzo, Pd. «Volevo annullarle in blocco: me l'hanno impedito e il sindaco Di Quinzio mi ha ritirato la delega». Replica Nicolino Di Quinzio: «Non compete alla giunta revocare le licenze: il funzionario preposto ha ritenuto di non doverle annullare per evitare che sul Comune piovessero ricorsi e richieste di risarcimento». E la vicenda è diventata politica.

A proposito di politica. La vertenza taxi-Ncc contrappone due fronti trasversali. I sindaci generalmente stanno con i primi, mentre molti parlamentari appoggiano i secondi e una fronda bipartisan è appena riuscita a bloccare una modifica della legge del '92 che limitava fortemente la possibilità di lavorare all'esterno del comune che concede l'autorizzazione. D'altronde questa nuova disciplina, pochi giorni prima, era stata criticata anche dall'Antitrust: «I criteri più rigidi per gli Ncc» aveva scritto il Garante «sono anticoncorrenziali. L'ampliamento dell'offerta dei noleggiatori risponde a una domanda di mobilità ampiamente insoddisfatta dal trasporto pubblico». E già, perché a Milano come a Roma, nonostante Ncc, abusivi e compagnia bella, mica è facile trovare un taxi.