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 LIBERALIZZAZIONE

 

COMUNE DI BOLOGNA - UFFICIO STAMPA

INCONTRO GIUNTA-TASSISTI, SI TRASMETTE DICHIARAZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE A  seguito  dell'incontro  avvenuto  questa  mattina tra una delegazione di tassisti  e  il  Sindaco  Virginio Merola, l'Assessore alla mobilità Andrea Colombo  e  l'Assessore  al Lavoro Matteo Lepore, la Giunta comunica quanto segue:


"L'incontro è stato positivo e si è concluso con un impegno a rivedersi, in attesa  di  conoscere nei dettagli il provvedimento definitivo del Governo.

Se  sarà  confermato  l'orientamento  espresso  nei giorni scorsi, infatti, saremmo  di  fronte  ad una nuova regolamentazione del settore e non di una vera   e   propria   liberalizzazione.  In  particolare,  il  Governo  pare intenzionato  ad affidare ad un'Authority dedicata l'eventuale decisione sul numero delle licenze, sentiti i Sindaci dei Comuni interessati.

A  nostro  avviso,  tale  previsione  dovrebbe prevedere un ruolo più forte degli  enti  locali,  perché  solo  un Comune può svolgere nei confronti di un'Authority  nazionale un'analisi seria della realtà locale e una proposta di  miglioramento  anche  qualitativo  del servizio. Come Comune di Bologna

pensiamo    di    potere   esercitare   questa   funzione,   confrontandoci preventivamente  con  le  rappresentanze dei tassisti e dei consumatori. La realtà  bolognese rappresenta un punto avanzato nel modello di gestione del servizio, che seppure certamente migliorabile, non può essere paragonato ad altre  realtà  urbane.  Questa  valutazione è anche rafforzata dal rapporto positivo  tra  amministrazione e operatori, che ha consentito in passato di conseguire un incremento condiviso delle licenze e un'integrazione virtuosa tra taxi e auto a noleggio con conducente.

Vogliamo,  infine,  esprimere,  il  nostro  apprezzamento  per  il senso di responsabilità  con  cui è stata gestita la protesta dei tassisti bolognesi in  queste  ultime  settimane.  Grazie  al  lavoro  delle  associazioni  di categoria e al confronto costante con il Comune, infatti, si sono evitati i blocchi selvaggi avvenuti invece in altre città, riducendo il più possibile

i   disagi   per  i  cittadini  al  pacifico  corteo  di  oggi.  La  stessa

disponibilità  a  prevedere  oggi  un  presidio  limitato di taxi in piazza Maggiore,  luogo  simbolo  della  pedonalità  per  la  Giunta, dimostra una sensibilità che va tenuta in considerazione".

 

 

 

PAOLO NATALI (responsabile provinciale del PD ai trasporti) - LIBERALIZZAZIONI. LA SITUAZIONE DEI TAXI A BOLOGNA

24 gennaio 2012

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L’attesa ed il clamore attorno al decreto del governo Monti sulle liberalizzazioni, ed in particolare le proteste preventive della categoria dei tassisti (che hanno assunto in alcuni casi caratteristiche francamente inaccettabili) mi hanno indotto, anche per il mio impegno nella segreteria del PD, ad approfondire il tema del funzionamento di questo servizio, del quale mi ero occupato a suo tempo da consigliere comunale.

In particolare ho cercato di capire, in relazione alla specifica situazione bolognese, in quale misura sia necessario, ed a quali condizioni sia possibile, raggiungere, attraverso i provvedimenti varati (art. 36 del decreto governativo ) gli obiettivi generali delle liberalizzazioni: allargare il mercato, eliminare i monopoli, favorire la concorrenza, lo sviluppo e l’occupazione, agevolare i cittadini utenti nei prezzi e nella qualità del servizio senza “castigare” ingiustamente ed inutilmente le categorie professionali interessate.

La conclusione a cui sono giunto sul servizio taxi ed NCC (noleggio con conducente, le cosiddette auto blu) è che il “Regolamento unificato per la gestione sovracomunale degli autoservizi pubblici non di linea con autovettura”, approvato nel 2007 a Bologna, prevede modalità sostanzialmente coerenti con i contenuti del decreto Monti.

Innanzitutto è bene che, al di là di indirizzi generali da parte della costituenda Autorità nazionale dei trasporti, il potere di regolazione di questi servizi resti in mano ai Comuni. Certo c’è il rischio che essi possano lasciarsi condizionare dal peso elettorale di una lobby chiassosa e battagliera, ma solo le amministrazioni locali possono decidere se sia necessario rilasciare un maggior numero di licenze per adeguare l’offerta alla domanda di un servizio che concorre all’organizzazione del sistema di trasporto pubblico locale. Anche sull‘ambito territoriale di validità di una licenza è giusto che decidano i Comuni, in quanto loro è la competenza di pianificazione in materia di traffico.

A Bologna il servizio è organizzato a scala sovracomunale, in base al Regolamento citato, sul territorio del capoluogo e di 11 comuni limitrofi, è svolto da 706 Taxi (609 su Bologna) e 245 Ncc (227 sul capoluogo) ed interessa 5/6 milioni di utenti all’anno, rappresentando circa il 7% della mobilità complessiva.

Dopo le 41 nuove licenze attribuite a suo tempo dalla giunta Cofferati la situazione sembra equilibrata e l’offerta di servizio adeguata alla domanda, che è diminuita a causa della crisi. Non sembra pertanto necessario al momento il rilascio di ulteriori licenze, né tantomeno va eliminato il riferimento al territorio che rappresenta un necessario presupposto per la programmazione. Di fatto i tassisti si distribuiscono tra i 70 (circa) posteggi esistenti sul territorio adeguando le loro presenze alle oscillazioni della domanda nell’arco della giornata nei diversi luoghi, tenendo conto delle punte dovute a manifestazioni fieristiche o ad altri eventi. Attualmente circa i 2/3 dei servizi vengono usufruiti attraverso il radiotaxi. E’ anche possibile prendere un taxi “al volo” se la cosiddetta “civetta” del mezzo risulta accesa.

Naturalmente il Comune dovrebbe monitorare costantemente la relazione tra domanda ed offerta, promuovendo attraverso l’apposita Commissione consultiva mista, gli eventuali necessari adeguamenti organizzativi (turni ed orari).

C’è poi l’importante capitolo “tariffe” che sono (quelle dei Taxi) determinate amministrativamente e sottoposte periodicamente a revisione in base ad indici standard. Di fatto, pertanto, la concorrenza sui prezzi tra i tassisti (che fanno riferimento a due organizzazioni cooperative, COTABO e CAT, che gestiscono il radiotaxi) è inesistente (il taxi non lo si sceglie ma si prende il primo della fila al posteggio o quello che arriva col radiotaxi). Teoricamente praticabile, invece, la concorrenza per quanto riguarda il trasporto a Ncc, dove operano due società (COSEPURI e SACA),  a cui è possibile chiedere un preventivo e dove le tariffe sono liberamente determinate.

Le tariffe dei taxi sono fisse ed esposte all’interno dei mezzi e comprendono la quota di partenza (la cosiddetta “spostata” che compensa l’operatore per il viaggio di ritorno a vuoto dalla precedente destinazione), gli eventuali supplementi notturni, festivi, bagagli e la quota oraria (se il viaggio avviene con lentezza) o chilometrica (per percorsi rapidi). Comunque la percezione dei cittadini è quella di un servizio troppo costoso, per ricchi, a cui si ricorre quando proprio non se ne può fare a meno.

Credo a questo proposito che potrebbe essere utile da parte della categoria una pubblica campagna d’informazione rivolta all’utenza potenziale, unita alla proposta di convenzioni e ad iniziative di sconto e di facilitazione per determinate categorie (taxi rosa ecc.) o condizioni. Ridurre i prezzi ed allargare il mercato potrebbe risultare conveniente anche per i tassisti oltre che per gli utenti. Così come prevedere modalità di servizio collettivo a prezzo ridotto per zone non servite dal trasporto pubblico locale come il territorio rurale a nord del capoluogo.

Il taxi collettivo, rivolto a più persone che effettuano il medesimo percorso (ad es. Fiera-Stazione) a prezzo scontato è già previsto ed organizzato dagli stessi tassisti, ma risulta assai poco utilizzato, forse per l’ individualismo che ancora caratterizza molti utenti.

Infine va detto che ciò genera ancora diffidenza nei confronti dei tassisti è il sospetto di evasione od elusione fiscale che, stando ai dati dell’Agenzia delle entrate sugli studi di settore, sembra caratterizzare la categoria. A questo riguardo sarebbe utile che tutti (e non solo una parte) dei tassisti bolognesi si dotasse dell‘apparecchio Bancomat, che i passeggeri ricorressero in modo generalizzato a tale forma di pagamento e che comunque venisse reso obbligatorio il rilascio della ricevuta fiscale.

 

 

 

L'ASSESSORE AL TRAFFICO DEL COMUNE DI BOLOGNA ANDREA COLOMBO - QUESTION TIME - 13 gennaio 2012


Le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dalla vicesindaco Silvia Giannini e altri assessori sono condivisibili perché fanno riferimento ai benefici generali che deriverebbero da un aumento delle licenze per gli utenti del servizio. Tuttavia sui taxi e altre liberalizzazioni, come ad esempio quella degli orari degli esercizi commerciali, intendiamo aggiungere un giudizio di inadeguatezza su ogni provvedimento che privi radicalmente i Comuni di un potere di coordinamento e di condivisione, che a nostro avviso e' il modo più efficace per evitare che misure generali prescindano poi dalla concreta organizzazione della vita quotidiana nella città. Il Comune di Bologna e' stato uno dei pochi Comuni a realizzare pochi anni fa un aumento delle licenze condiviso con le associazioni e sindacati. Non sappiamo ancora, in assenza del testo dell'eventuale provvedimento che il Governo vorrà adottare, quale sarà il contenuto effettivo delle liberalizzazioni per quanto riguarda il settore dei taxi. Ad oggi ci sono solo le proposte arrivate al Governo Monti dall'Antitrust che riguardano principi come il raddoppio delle licenze attuali attraverso l'assegnazione gratuita aggiuntiva a chi ne e' già titolare e l'eliminazione di due importanti principi che oggi governano il settore, quello della territorialità, cioè dell'esercizio dell'attività limitatamente al territorio riferito alla licenza rilasciata dall'ente locale e soprattutto l'eliminazione delle tariffe definite unilateralmente dai Comuni. A questo proposito, mi sento di interpretare l'idea di fondo della proposta dell'Antitrust, cioè quella che il libero mercato si possa sviluppare ovviamente in un quadro tariffario liberamente definito dagli operatori. Non siamo ancora a conoscenza di quali siano le eventuali scelte del Governo e riteniamo quindi che per dare un giudizio compiuto sugli effetti e sulla equità della riforma annunciata sia necessario attendere il testo effettivo proposto dal decreto annunciato per il 20 di gennaio.

 

 

 

UDC EMILIA ROMAGNA, 'NO' INCREMENTO INDIFFERENZIATO LICENZE TAXI - 11 gennaio 2012

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In materia di liberalizzazione nel comparto dei taxi e delle auto a noleggio "non si può imporre un incremento indifferenziato di licenze per tutto il territorio nazionale, quando ci sono Comuni già serviti ed altri del tutto scoperti". E' quanto afferma la consigliera regionale dell'Udc Emilia Romagna, Silvia Noè, convinta che "una liberalizzazione selvaggia creerebbe solo altro precariato". "Le liberalizzazioni sono condivisibili e necessarie, ma nel caso specifico dei taxi e' opportuno tenere conto della professionalità di chi opera e del reale fabbisogno del territorio" prosegue Noè per la quale tale compito va affidato ad "un organo terzo, ad esempio un'authority dei trasporti, che definisca, a livello nazionale, parametri neutri e oggettivi come la popolazione, la presenza di infrastrutture e di turismo, per misurare il reale fabbisogno di licenze e autorizzazioni per ogni Comune". "Affinché questa manovra possa produrre un incremento di occupazione - conclude Noè - e' opportuno che le nuove assegnazioni si rivolgano a giovani disoccupati che verranno formati in funzione dei requisiti e i dei titoli necessari per questa professione".

 

 

 

LIBERALIZZAZIONI TAXI: "COLPITI LAVORATORI. CORPORAZIONI BLINDATE IMMUNI?" - 10 gennaio 2012

Per il leader di Cgil è un 'errore partire dai tassisti... senza aggredire invece alcune strutture corporative" - come notai e farmacisti - che "ingessano la società, limite invalicabile per tanti giovani"

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di Redazione Liberalizzazioni, coinvolta anche la categoria dei tassisti, "giusto parlarne, ma no a semplificazioni perché anche loro hanno ragioni valide", così i segretari di Cigil e Cisl Bologna, Danilo Gruppi e Alessandro Alberani, ai microfoni di 'Radiotau'. Il giorno dopo la protesta della categoria - che ha visto piazza Maggiore 'accerchiata' da taxi in segno di dissenso contro la proposta di Governo - arriva la solidarietà dei sindacati ai manifestanti.

"Troverei un po' bizzarro che tutto il capitolo liberalizzazioni finisca per determinare un intervento su quella platea di lavoratori, senza aggredire invece quelle che sono le grandi corporazioni blindate di questo paese", ha sottolineato Gruppi, citando "i notai o i farmacisti" come "tipiche strutture corporative che ingessano la società italiana e costituiscono un limite invalicabile per tanti giovani che vogliono intraprendere quelle professioni". Insomma, ha aggiunto, "sarebbe un errore partire dai taxisti" e anche sul tema licenze (che il Comune, lo ha ribadito ancora l'assessore al commercio Nadia Monti, vorrebbe incrementare), Gruppi ha chiesto "un approccio meditato che metta in relazione un eventuale aumento con la struttura del piano del traffico, dove sono in ballo questioni molto rilevanti come la pedonalizzazione del centro storico".

Sulla stessa linea Alberani: "Serve un giudizio equilibrato. In linea di massima - ha detto - le liberalizzazioni sono un bene, ma ognuna va analizzata attentamente: io mi metto dalla parte dei taxisti perché anche loro sono dei lavoratori e hanno una famiglia, credo che chi ha acquistato la licenza abbia fatto dei debiti". Dunque, secondo il leader Cisl, "c'é necessità di ascoltare le loro ragioni e bisogna trovare un equilibrio necessario per la tenuta del servizio: sono sempre posti di lavoro". Alberani ha auspicato "un confronto attento" in modo da "affrontare in modo complesso il tema: non è con le semplificazioni che lo si risolve", ha concluso.

 

 

 

 

 

 

 proposte di viabilità AGGIORNATE A mAGGIO 2011

 

Scarica le proposte per la viabilità 2011  202 KB

Con questo documento i cittadini-tassisti facenti parte delle organizzazioni sindacali vogliono segnalare all'Amministrazione della città di Bologna una serie di criticità riguardanti innanzitutto il servizio taxi ed altre rivolte alla circolazione del traffico privato, con l'obiettivo di migliorare lo svolgimento del servizio stesso con benefici in termini di velocità commerciale e di costi per tutta l’utenza ed inoltre di migliorare la viabilità in generale.

I cittadini-tassisti hanno effettuato questo studio con passione e perizia e ne omaggiano l'Amministrazione  con la consapevolezza che se fosse stato commissionato ad una società esterna, avrebbe avuto un costo nei confronti della cittadinanza e, probabilmente, non avrebbe avuto la stessa precisione nell'identificare le problematiche, sia nostre (su questo siamo bravi), sia degli automobilisti che guidano in questa città.

Abbiamo volutamente cercato di dare indicazioni semplici su problemi facilmente identificabili, evitando, ad esempio, di dire che un ponte nord sul fiume Reno sarebbe di grande utilità.

Il nostro pensiero si rivolge soprattutto a cercare di ridurre al minimo i casi di pericolo, quindi di prevenzione, consapevoli che la sicurezza è un fattore fondamentale nel vivere quotidiano di ognuno di noi, consapevoli anche che il degrado non significa solo muri imbrattati, ma anche cartelli stradali mal posti.

Questa è la seconda edizione. Ci auguriamo che la terza sia meno corposa.

Si ringrazia per la collaborazione Elio Gubellini.

 

Questo documento è stato consegnato all’Assessore al Traffico Dott. Andrea Colombo il 26 ottobre 2011.

Ad oggi non è cambiato niente

 

 

 

 ABUSIVISMO

 

A PROCURA 140 FOTO DI TARGHE DI MEZZI INVASORI; "COMUNE CI AIUTI" - 20 ottobre 2011.

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I clienti scarseggiano e la pedonalizzazione promessa dal sindaco Virginio Merola rischia di peggiorare ancor più la situazione, ma la vera piaga per tassisti e auto blu a Bologna sono gli 'abusivi', ovvero le tante macchine che prendono la licenza in un altro Comune ma poi si presentano tutti i giorni a esercitare sotto le Due torri. "Sono il 30%, offrono un servizio di scarsa qualità, non danno garanzie di nessun tipo e ci fanno concorrenza sleale, eppure non ci sono controlli", denunciano oggi in Comune i vertici di Cat, Cotabo, Cosepuri e Saca, quattro tra le maggiori sigle di tassisti e Ncc bolognesi invitati in commissione Mobilità per raccontare problemi e necessità del settore. Quel che e' peggio, però, e' che gli abusivi vengono facilitati nella concorrenza sleale da "portieri d'albergo complici a cui allungano una percentuale, in modo tale che chiamano loro e non noi, tra l'altro facendo spendere di più al cliente", dice Gino Onofri presidente di Cosepuri. "Il fenomeno e' conosciuto a tutti e riguarda l'80% degli alberghi 'bene'". Come arginare la piaga delle auto a noleggio abusive? I tassisti ci provano da tanto tempo: un tentativo e' stata la campagna pubblicitaria del 'bollino blu' (una sorta di etichetta di riconoscimento di tassisti e auto blu autorizzate), che non ha però centrato l'obiettivo. La cosa non e' affatto semplice, anche perché di fatto un'auto a noleggio può entrare in territori comunali diversi da quello della licenza, quello che non va e' che questo avvenga tutti i giorni. Cat, nel maggio scorso, e' passata alle maniere forti e ha presentato una denuncia in Procura, spiega il vicepresidente Ermanno Simiani. "Abbiamo segnalato il problema e consegnato le fotografie di 140 targhe abusive, speriamo che presto si muova qualcosa". In attesa che il fronte giudiziario porti risultati, le associazioni dei tassisti sperano che anche il Comune possa fare qualcosa, come hanno spiegato questa mattina. Un'idea potrebbe essere quella di modificare il sistema di 'registrazione' che Palazzo d'Accursio di taxi ed Ncc, propone Onofri di Cosepuri, azienda che può contare su circa 280 auto blu tra città e provincia e si trova a dover fare i conti con "circa 120 concorrenti abusivi". Al momento, a Palazzo D'Accursio esiste una "banca dati permanente, in cui le targhe di auto di tassisti e auto blu vengono registrate e man mano aggiunte", spiega Onofri. Questo archivio comprende tutte le targhe che per un qualche motivo hanno girato sul territorio sovracomunale (Bologna più 12 Comuni della provincia), ma non e' prevista nessuna verifica sui movimenti. "Si potrebbe pensare di istituire un meccanismo per cui un taxi che una licenza esterna sia tenuto a comunicare, con una telefonata o una mail, quando deve venire a Bologna", propone Onofri. "In questo modo si vedrebbe se uno viene un giorno perché deve accompagnare un cliente da Milano oppure viene tutti i giorni sotto le Due torri anche se la sua licenza e' riferita a un paesino del ferrarese". La commissione mobilità andrà a fondo sulle questioni sollevate dai tassisti: l'udienza conoscitiva di stamattina, richiesta da Michele Facci del Pdl, e' solo "il primo di una serie di incontri", ha ripetuto più volte il presidente di commissione Francesco Critelli (Pd). Ai prossimi verranno a parlare altre associazioni di categoria e poi, soprattutto, i sindacati. L'intento dei consiglieri comunali e' di costruire un "percorso" e poi attivarsi per risolvere i problemi sollecitati dai tassisti. Che intanto, però, hanno "finalmente" ottenuto un incontro con l'assessore Colombo per il 26 ottobre. A Colombo chiederanno conto di tante cose, dagli abusivi ai taxi rosa, dal calo degli introiti alla pedonalizzazione. "La crisi la stiamo avvertendo anche noi, i clienti sono sempre meno. Basta guardare i nostri posteggi: se non e' una giornata di fiera con la pioggia, si vedono spesso lunghe file di auto in attesa" dicono Giuliano Osti (Saca) e Onofri. Alla Cosepuri, poi, si registrano anche tanti casi di "imprese che fanno fatica a pagarci". E la piaga degli abusivi peggiora di gran lunga la situazione. "Ormai in giro ci sono più di un 30% di abusivi che lavorano illegalmente, siamo a livello di Napoli o di Roma, io credo che per una città come Bologna questo non sia accettabile" afferma Simiani di Cat, che vorrebbe anche sapere dal Comune cosa ne sia stato della percentuale (il 20%) dell'incasso ottenuto dalla vendita delle 41 nuove licenze del 2008. "Quel 20% doveva essere destinato a investimenti per migliorare il servizio, possono dirci cosa e' stato a fatto?" chiede ai consiglieri della commissione Mobilità. Degli abusivi si lamenta anche il presidente di Cotabo, Riccardo Carboni, che sostiene la necessità di una maggiore informazione al cliente. "Loro non hanno colpa, dovrebbero essere messi al corrente se utilizzano un mezzo regolare o no". Onofri torna poi sulla questione della connivenza dei portieri d'albergo. "Il nostro non e' un attacco agli albergatori, non ce la prendiamo con loro, ma e' un fatto. Ogni anno consegniamo la tabella dei nostri prezzi fissi l'1 gennaio e il 2 è già nel cestino, si da' la precedenza a operatori borderline che pagano il 20-30% al portiere di turno". Onofri, fuor di microfono, ricorda tra l'altro che questa faccenda fu segnalata all'assessore Maria Cristina Santandrea. E Simiani ricorda che qualche anno fa un portiere d'albergo venne licenziato "dopo che noi trovammo e portammo all'albergo prove inconfutabili".

 

Ad oggi non è cambiato niente

 

 

 

INTERVISTA AL PRESIDENTE DI UN.I.C.A. TAXI BOLOGNA FRANCO SARTI - LA REPUBBLICA 12 LUGLIO 2009

L’INVASIONE DEI TAXI “STRANIERI”. TROPPE AUTO DA FUORI CITTÀ. AUTISTI PREOCCUPATI ANCHE DAGLI ABUSIVI

di VALERIO VARESI


 

 

BOLOGNA è diventata terra di conquista per gli autisti «stranieri» e il fenomeno, in tempi di crisi oltre che all'indomani dell'immissione di una quarantina di nuove licenze, sta preoccupando i taxisti bolognesi che già hanno aperto una vertenza con la Provincia nel tentativo di limitare l'invasione. Qualche auto viaggia con affisso un volantino di protesta incollato al finestrino, ma la piazza cittadina sembra un'attrazione irresistibile per autisti di auto blu di altri Comuni o di altre regioni. Contemporaneamente cresce il fenomeno degli abusivi totali (gente che s'improvvisa servizio pubblico con l'auto di famiglia) e ora alla «Centrale», specie nelle ore serali e nei fine settimana, è sempre più frequente sentirsi sussurrare appena scesi dal treno la frase un tempo di casa solo a Roma o a Milano: «Taxi fuori Bologna...» «Ogni giorno — spiega Franco Sarti, presidente del sindacato Unica taxi — si calcola che almeno cinquanta auto blu si rechino a Bologna per lavorare e questo in barba alla legge 21 che stabilisce la territorialità delle licenze e il legame ai Comuni nei quali vengono rilasciate». In altre parole, se un permesso viene rilasciato dal Comune di Modena, l'autista può lavorare solo sulla piazza di Modena. Potrà accompagnare chiunque dalla Ghirlandina in qualsiasi posto, ma non potrà caricare clienti in altri Comuni. Tutto ciò pare completamente saltato sotto le due torri visto che, a detta dei tassisti, ci sono autisti che provengono dal basso Veneto, da San Marino, da altre province dell'Emilia Romagna e dai Comuni del bolognese i quali lavorano in pianta stabile in città. L'offerta va laddove c'è domanda, ma con la crisi che impera l'osso da dividere è sempre più esiguo. Al punto che a fine mese si sta preparando una manifestazione nazionale di protesta contro il far west delle licenze. Come detto, con la Provincia i tassisti hanno già aperto una vertenza per ottenere l'espulsione degli autisti di altre regioni e il rispetto della territorialità per quelli che hanno avuto la licenza nei Comuni del bolognese, ma lavorano stabilmente nel capoluogo. La situazione, secondo i tassisti è destinata a peggiorare con l'avvento dei consorzi che hanno sede a Bologna ma fanno lavorare autisti con licenze rilasciate altrove. «Sono borderline, lavorano sul limite della legge» riprende Sarti. Il più grande è il «Cab», ma un altro sta nascendo a Calderino. A protestare sono soprattutto i tassisti che hanno appena avuto la licenza, si ritrovano un mutuo da pagare e in più sono vincolati dal Comune a stazionare in piazze secondarie del circondario dove il servizio pubblico è scarso. Questi si ritrovano legati alla territorialità è subiscono la concorrenza di altri che, al contrario, pur avendo analoghi obblighi, scorrazzano a loro piacimento.

 

La denuncia di Sarti, presidente del sindacato Unica Taxi

“La colpa è dei piccoli Comuni che rilasciano licenze senza limiti”

 

Possibile che a San Benedetto Val di Sambro ci siano otto permessi per noleggio con conducente?

«A far scappare la pazienza ai tassisti è il rifiuto del Governo di applicare delle restrizioni capaci di rafforzare la legge 21 in direzione di un maggior rispetto della territorialità» spiega Franco Sarti presidente del sindacato Unica taxi.

 

La legge prescrive che ogni licenza possa lavorare solo nel Comune nel quale viene rilasciata?

«Sì è così. Ma a Bologna succede di tutto anche per colpa di molti Comuni che rilasciano licenze senza considerare le loro reali esigenze».

 

In che senso? Ne danno troppe?«Qui arrivano da tutti i Comuni della provincia. Nei paesi da cui provengono nessuno li ha mai visti né conosciuti salvo che per il rilascio della licenza. Allora io dico: è possibile che San Benedetto Val di Sambro, per fare un esempio che conosco, abbia concesso otto licenze di noleggio con conducente?»

 

Dice che è una cifra sproporzionata?

«Le pare che a San Benedetto ci sia bisogno di otto autisti con auto blu? Non mi pare proprio».

 

Ma allora qual è la ragione?

«Bisognerebbe chiedere ai sindaci di quei Comuni che rilasciano tante licenze. Poi c'è un altro fatto da tenere presente, anche questo da aggiungere alle tante regole disattese: nei piccoli Comuni, le licenze costano meno. Un conto è chiedere un permesso per un'auto blu a Bologna, un conto in un piccolo Comune. Non le pare un elemento di squilibrio?»

 

Che rimedi avete chiesto alla Provincia?

«In primo luogo che si limiti il fenomeno dell'invasione di auto da altre regioni e province. In secondo luogo che sia lanciato un messaggio ai Comuni affinché non rilascino licenze in modo indiscriminato». 

 

Ad oggi non è cambiato niente

 

 

 

 STAZIONE

 

LA REPUBBLICA ed. Bologna, 13 novembre 2008, pagina 3,  di VALERIO VARESI

Auto private che non rispettano i divieti, parcheggio in doppia fila in viale Pietramellara. “Impossibile lavorare”

CAOS TRAFFICO IN PIAZZA MEDAGLIE D'ORO. I TAXISTI: SOSTA SELVAGGIA E NESSUN VIGILE


C'è un bubbone del traffico, mai inciso e ormai endemico ed è il tratto di viali che va dal ponte di via Matteotti fino all'incrocio con via Amendola passando da piazza Medaglie d'Oro anticamera della stazione. Qui il campionario dell'indisciplina automobilistica si traduce in caos viario, nel vero collo di bottiglia della circolazione nella zona a nord delle due torri. Per molti mesi la presenza di una pattuglia di vigili nelle ore di punta ha calmierato il fenomeno, ma negli ultimi tempi, la vigilanza si è allentata e il caos ha superato il livello di guardia. A farne le spese, oltre che i cittadini al volante, sono i mezzi pubblici: bus e taxi in primo luogo.  «Unica taxi», il sindacato che raccoglie una parte degli autisti, ha deciso di dire basta e ora si rivolge direttamente all'assessore alla Mobilità Maurizio Zamboni affinché intervenga. «Basta mettersi in un angolo e guardare quello che succede» commenta sconsolato Franco Sarti, presidente di «Unica taxi». Auto private che sfidano i divieti e si avventurano nel ferro di cavallo che porta direttamente davan­ti al portico della stazione, macchine che si fermano in sosta nel posteggio dei taxi, altre che s'infilano nelle corsie dove le auto pubbliche aspettano i clienti e poi mettono a suonare il clacson perché queste ultime non scattano al semaforo verde. E poi doppie file su viale Pietramellara ridotto a un imbuto, svolte a sinistra vietate che bloccano mezza carreggiata, sosta selvaggia con le quattro frecce sui marciapiedi e via stracciando il codice della strada. «Il primo problema è chi entra abusivamente nello spazio riservato ai taxi e alle auto blu» spiega Luca lorio, altro taxista di «Unica» ed ex presidente della «Cotabo», la più grande cooperativa di autisti bolognese. «Sia chi proviene dal ponte di via Matteotti, che chi proviene da viale Vicini, s'infila dentro lo spazio dove hanno accesso solo taxi, bus e auto blu. Una volta lì, sosta dove non po­trebbe, intralciano il traffico dei mezzi pubblici e creano pericoli. Quindi, una volta posato chi deve prendere il treno, le auto sono costrette a uscire sul viale attraversando il posteggio dei taxi e intralciando le operazioni di carico. Tutto questo - continua lorio - ostacola il nostro lavoro e fa crescere il conto del cliente perché un 'rosso' qui dura due minuti». Il caos sale alle stelle nei fine settimana quando la vigilanza è quasi assente. «Spesso si sfiora la rissa tra gli automobilisti e noi» continua lorio. «Se c'è la fila dei taxi al posteggio in attesa dei clienti, le auto abusive non passano e ci chiedono di spostarci. Al rifiuto volano insulti e più di una volta si è arrivati alle mani». Gli autisti, spesso, non sanno dove fermarsi per scaricare perché lo spazio è occupato dagli abusivi. «Fermarsi davanti alla sede della Polfer - spiega Sarti - è un rischio visto che molti colleghi sono stati multati in quanto d'intralcio alle manovre delle auto della stessa Polfer. Ad alcuni è anche capitato di prendersi la contravvenzione è due punti decurtati sulla patente, perché scendendo a scaricare i bagagli, il taxista non si era riallacciato la cintura nel tragitto di cinquanta metri fino al posteggio».

 

Ad oggi non è cambiato niente

 

 

 

 VESPASIANI

 

ELIO GUBELLINI -  W.C. SATELLITARE - tratto da "il Socio COTABO" di ottobre 2011


Caro Tito Flavio ma quando scade il tuo brevetto sui vespasiani? Qui nessuno si decide a farne dei nuovi forse per non pagarti le royalties? A Bologna si è costretti a riciclare gli esistenti, ad esempio si sono usati i pezzi salvati da quello dei Tribunali crollato per ripristinare quello di Bovi Campeggi. Ora poi si stanno trasformando quelli sopravissuti con strumenti tecnologici. Mi chiedo: forse non conveniva farne dei nuovi al passo coi tempi senza dover modificare gli attuali? I costi di trasformazione non certo irrisori non rendono forse più conveniente installarne dei nuovi? Alcune considerazioni: un sensore di presenza attiva l'irrorazione dell'acqua evidentemente per ridurre i consumi. Ora, quando questo non funziona, come già succede, chi provvede a quella pulizia e igiene che l'acqua da? Un altro sensore attiva l'illuminazione notturna e di questo se ne sentiva la mancanza! Ora sembra di essere su di un set cinematografico! Peccato che sia di poco aiuto nella ricerca dell'attrezzo che rimane nel cono d'ombra e ci si deve arrangiare con l'esperienza... Visto che l'illuminazione si attiva una volta entrati, può tornare comoda per vedere cosa si è pestato e, inoltre, the barbons mentre la fanno possono pure leggere il giornale! C'è da sperare che abbiano concorso alla spesa i pubblicitari (offro, cerco, faccio questo e quello ... e i fans di Preci e ora anche di Cati e Go Box..) che sono le uniche cose che si vedono (e si leggono) bene. Visto che i vari cavi sono posti in maniera un po' precaria non vorrei che qualche vandalo, che pare non manchi, scambi un cavo penzolante per la classica catenella. Ora il collezionista di sensori per WC potrà trovarne anche non solo in CO.TA.BO.

Nota a margine: Vespasiano non ha inventato i WC, esistevano già ma impose la tassa ai tintori (fullones) sui residui organici dai quali ricavavano ammoniaca.

 

Ad oggi non è cambiato niente

 

 

 

 DOCUMENTAZIONE

 

UN.I.C.A. TAXI DICE NO ALL'ACCORDO DEL 28 MARZO 2007


accordo del 28 marzo 2007  17,7 KB Ricordiamo che Un.i.c.a. taxi non ha aderito all'accordo

proposta di unica taxi  8,9 KB Ecco le motivazioni del perché il no all'accordo

 

 

 

PIANO GENERALE DEL TRAFFICO URBANO 2007 DEL COMUNE DI BOLOGNA


PGTU taxi  1,63 MB

 

 

 

DOCUMENTO PROGRAMMATICO SUL TRASPORTO PUBBLICO DI LINEA


documento programmatico sul TPL  1,11 MB

 

 

 

INDAGINE DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA


indagine  1,05 MB Provincia di Bologna - indagine sulle esigenze di mobilità delle persone in relazione all'offerta di servizi di TAXI e N.C.C.