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SICUREZZA

 

VIA LIBERA DELLA GIUNTA ALLE TELECAMERE NEI TAXI
Stanziati centomila euro per la videosorveglianza nelle auto
25 maggio 2016

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Arrivano le telecamere sui taxi. Per aumentare la sicurezza, dopo le aggressioni subite dai tassisti. Nella seduta di ieri la giunta comunale di Bologna, su proposta del settore mobilità sostenibile, ha deliberato di stanziare 100.000 euro "a copertura parziale della spesa per l'acquisto di dispositivi di prevenzione, protezione e sicurezza da installare a bordo dei taxi".
Nel dettaglio, Palazzo d'Accursio finanzierà l'acquisto di "telecamere di videosorveglianza e divisori fisici tra guidatore e passeggeri sui sedili posteriori". L'entità di ogni singolo contributo "è fissata fino a un massimo di 400 euro", ed è ammissibile a rimborso il 50% della spesa sostenuta, senza però la possibilità di cumulare i contributi nel caso di doppia installazione. Possono accedere ai finanziamenti comunali, che provengono dal "fondo mobilità taxi", costituito nel 2009 e che "prevedeva l'uso del 20% degli introiti per finanziare iniziative di controllo e miglioramento della qualità degli autoservizi pubblici non di linea e della sicurezza", tutti i tassisti con licenza del comune di bologna e dell'area sovracomunale taxi.
La decisione della giunta nasce anche dall'allarme suscitato da una serie di aggressioni ai tassisti avvenuta negli ultimi mesi, che ha portato ad istituire un tavolo "sicurezza taxi", a cui partecipano il comune, le forze dell'ordine, la motorizzazione e le organizzazioni taxi. Proprio nell'ultima riunione del tavolo, tenutasi lunedì, si è stabilito che "i dispositivi ammissibili a cofinanziamento sono telecamere e divisori, come proposto dalle centrali radio taxi, a condizione che si tratti di prodotti disponibili sul mercato, dotati dei necessari certificati europei di conformità, omologazione o analoga autorizzazione, e rispondenti alle prescrizioni del garante per la protezione dei dati personali".
L'amministrazione precisa anche che "le centrali radio taxi Cat e Cotabo gestiranno dal punto di vista operativo l'iniziativa, il suo monitoraggio, la fase di erogazione del contributo e la rendicontazione, previa verifica dell'ufficio taxi del comune dell'effettiva installazione dei dispositivi". A breve sarà pubblicato un bando per richiedere il contributo, ma la delibera, "vista l'urgenza, è immediatamente esecutiva, quindi i tassisti possono eseguire l'installazione da subito e richiedere il rimborso non appena sarà pubblicato il bando".
Ascom taxi promuove la decisione del Comune, anche ricorda che la cifra è frutto dell'accantonamento fatto con "la vendita di licenze dei taxi che risale ormai alla giunta Cofferati". Insomma, "sono soldi dei tassisti che vengono utilizzati anche per porre rimedio all'escalation di aggressioni che si sono verificate non più tardi di un mese fa", rimarca l'associazione, che chiede all'amministrazione di fare molto
 
 

 

 

LIBERALIZZAZIONI

 

COMUNE DI BOLOGNA - UFFICIO STAMPA

INCONTRO GIUNTA-TASSISTI, SI TRASMETTE DICHIARAZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

A seguito dell'incontro avvenuto questa mattina tra una delegazione di tassisti e il Sindaco Virginio Merola, l'Assessore alla mobilità Andrea Colombo e l'Assessore al Lavoro Matteo Lepore, la Giunta comunica quanto segue:
"L'incontro è stato positivo e si è concluso con un impegno a rivedersi, in attesa di conoscere nei dettagli il provvedimento definitivo del Governo.
Se sarà confermato l'orientamento espresso nei giorni scorsi, infatti, saremmo di fronte ad una nuova regolamentazione del settore e non di una vera e propria liberalizzazione. In particolare, il Governo pare intenzionato ad affidare ad un'Authority dedicata l'eventuale decisione sul numero delle licenze, sentiti i Sindaci dei Comuni interessati.
A nostro avviso, tale previsione dovrebbe prevedere un ruolo più forte degli enti locali, perché solo un Comune può svolgere nei confronti di un'Authority nazionale un'analisi seria della realtà locale e una proposta di miglioramento anche qualitativo del servizio. Come Comune di Bologna
pensiamo di potere esercitare questa funzione, confrontandoci preventivamente con le rappresentanze dei tassisti e dei consumatori. La realtà bolognese rappresenta un punto avanzato nel modello di gestione del servizio, che seppure certamente migliorabile, non può essere paragonato ad altre realtà urbane. Questa valutazione è anche rafforzata dal rapporto positivo tra amministrazione e operatori, che ha consentito in passato di conseguire un incremento condiviso delle licenze e un'integrazione virtuosa tra taxi e auto a noleggio con conducente.
Vogliamo, infine, esprimere, il nostro apprezzamento per il senso di responsabilità con cui è stata gestita la protesta dei tassisti bolognesi in queste ultime settimane. Grazie al lavoro delle associazioni di categoria e al confronto costante con il Comune, infatti, si sono evitati i blocchi selvaggi avvenuti invece in altre città, riducendo il più possibile i disagi   per i cittadini al pacifico corteo di oggi. La stessa disponibilità a prevedere oggi un presidio limitato di taxi in piazza Maggiore, luogo simbolo della pedonalità per la Giunta, dimostra una sensibilità che va tenuta in considerazione".

 

LIBERALIZZAZIONI TAXI: "COLPITI LAVORATORI. CORPORAZIONI BLINDATE IMMUNI?"

Per il leader di Cgil è un 'errore partire dai tassisti... senza aggredire invece alcune strutture corporative" - come notai e farmacisti - che "ingessano la società, limite invalicabile per tanti giovani"

10 gennaio 2012

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Liberalizzazioni, coinvolta anche la categoria dei tassisti, "giusto parlarne, ma no a semplificazioni perché anche loro hanno ragioni valide", così i segretari di Cigil e Cisl Bologna, Danilo Gruppi e Alessandro Alberani, ai microfoni di 'Radiotau'. Il giorno dopo la protesta della categoria - che ha visto piazza Maggiore 'accerchiata' da taxi in segno di dissenso contro la proposta di Governo - arriva la solidarietà dei sindacati ai manifestanti.

"Troverei un po' bizzarro che tutto il capitolo liberalizzazioni finisca per determinare un intervento su quella platea di lavoratori, senza aggredire invece quelle che sono le grandi corporazioni blindate di questo paese", ha sottolineato Gruppi, citando "i notai o i farmacisti" come "tipiche strutture corporative che ingessano la società italiana e costituiscono un limite invalicabile per tanti giovani che vogliono intraprendere quelle professioni". Insomma, ha aggiunto, "sarebbe un errore partire dai taxisti" e anche sul tema licenze (che il Comune, lo ha ribadito ancora l'assessore al commercio Nadia Monti, vorrebbe incrementare), Gruppi ha chiesto "un approccio meditato che metta in relazione un eventuale aumento con la struttura del piano del traffico, dove sono in ballo questioni molto rilevanti come la pedonalizzazione del centro storico".

Sulla stessa linea Alberani: "Serve un giudizio equilibrato. In linea di massima - ha detto - le liberalizzazioni sono un bene, ma ognuna va analizzata attentamente: io mi metto dalla parte dei taxisti perché anche loro sono dei lavoratori e hanno una famiglia, credo che chi ha acquistato la licenza abbia fatto dei debiti". Dunque, secondo il leader Cisl, "c'é necessità di ascoltare le loro ragioni e bisogna trovare un equilibrio necessario per la tenuta del servizio: sono sempre posti di lavoro". Alberani ha auspicato "un confronto attento" in modo da "affrontare in modo complesso il tema: non è con le semplificazioni che lo si risolve", ha concluso.

 

 

 

 

VIABILITA'

 

AREA T

scarica l'ordinanza PG. N.  373519/2015  45 KB

 

RISCIO'

Ecco la delibera in cui il Comune di Bologna inserisce i risciò nel TPL

Scarica la delibera 100-2015  81 KB

 

AREE PEDONALI

Scarica le ordinanze in cui vi è stabilito il permesso di entrare in piazza S.Stefano e via de'Pignattari

ordinanza via Santo Stefano  234 KB

ordinanza via de'Pignattari  27 KB

 

 

 

 

ABUSIVISMO

 

TASSISTI CONTRO LE AUTO BLU, CONCORRENZA SLEALE: LASCIANO SCOPERTE LE LORO ZONE PER LAVORARE IN CITTÀ

E' il presidente UriTaxi Ermanno Simiani a spiegare perché i taxi sono sul piede di guerra: "Sono oltre 150 le ncc irregolari a Bologna, abbiamo chiesto un tavolo con il Comune per risolvere la questione una volta per tutte"

Erika Bertossi 

20 febbraio 2015

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Tassisti sul piede di guerra. E' Ermanno Simiani presidente Emilia-Romagna UriTaxi (Unione di Rappresentanza Italiana dei Tassisti) a spiegare qual è il nocciolo della questione e il motivo per cui è stata chiesta un'interrogazione al consiglio comunale di Bologna: mentre a Torino i tassisti hanno protestato contro l'applicazione "Uber Pop" a suon di “Je suis taxi legale”, sotto le Due Torri si cerca di combattere la "concorrenza" sleale delle auto blu/autonoleggio.

IL PROBLEMA DELLE AUTO BLU IRREGOLARI. In particolare "Il problema che persiste da diversi anni e più volte sottoposto all'amministrazione comunale senza seguito - spiega Simiani - riguarda i noleggiatori di auto che infrangono le regole operando nel territorio bolognese venendo da fuori. Mi spiego: il luogo della rimessa del mezzo deve coincidere con quello in cui si esercita la professione. O meglio, dovrebbe, visto che molti conducenti dei comuni fuori Bologna ogni giorno vengono in città e nonostante sia loro  vietata l'occupazione del suolo pubblico attendono qui di fare le loro corse urbane: così facendo, non solo lasciano la loro zona scoperta dal servizio di autonoleggio, ma mettono in difficoltà anche i loro colleghi del ncc". La legge che infrangerebbero è la 21/92.

I NUMERI: OLTRE 150 LE NCC IRREGOLARI. A Bologna i taxi sono 706 e le auto blu autorizzate sono 300. Ci sono poi le auto ncc 'incriminate', ovvero quelle che anche se non dovrebbero (perché appartenenti ad altri territori) lavorano sul nostro comune: sarebbero fra le 150 e le 160. Alla commissione trasporti in Sala Bianca a Palazzo d'Accursio è stata aperta una discussione proprio su questa tematica, aperta dal consigliere FI Daniele Carella, che si è fatto portavoce delle richieste dei tassisti: "Basterebbe modificare la lista bianca delle targhe a cui è concesso accedere al centro" la sua proposta. E a Simiani piace, anche se tiene molto a sottolineare che i tassisti bolognesi non vogliono fare guerra ai noleggiatori che hanno i permessi del Comune "Ma vogliamo combattere quei noleggiatori che vengono da fuori a farci concorrenza sleale".

Il Comune di Bologna inoltre, nel suo regolamento, ha un articolo (l'Articolo 39) che a differenza della legge nazionale concede 24 ore per mostrare, in caso di controllo, il foglio di servizio (una sorta di 'registro' delle corse) mentre altrove deve essere sempre tenuto sulla vettura ed essere mostrato su richiesta. "Inoltre in queste ore si attende l'esito di una proposta di legge sul trasporto pubblico non di linea che potrebbe peggiorare ulteriormente le cose per noi tassisti - continua Simiani - visto che prevede fra le altre cose  l'abolizione della territorialità e dell'obbligo di rimessa".

L'incontro a Palazzo d'Accursio è stato costruttivo? "Abbiamo chiesto l'apertura di un tavolo tecnico urgente e abbiamo avuto come interlocutore, oltre che i consiglieri, anche Antonella Sala della Polizia Municipale di Bologna: abbiamo fissato un appuntamento e speriamo di venirne finalmente fuori".

 

A PROCURA 140 FOTO DI TARGHE DI MEZZI INVASORI; "COMUNE CI AIUTI"

20 ottobre 2011

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I clienti scarseggiano e la pedonalizzazione promessa dal sindaco Virginio Merola rischia di peggiorare ancor più la situazione, ma la vera piaga per tassisti e auto blu a Bologna sono gli 'abusivi', ovvero le tante macchine che prendono la licenza in un altro Comune ma poi si presentano tutti i giorni a esercitare sotto le Due torri. "Sono il 30%, offrono un servizio di scarsa qualità, non danno garanzie di nessun tipo e ci fanno concorrenza sleale, eppure non ci sono controlli", denunciano oggi in Comune i vertici di Cat, Cotabo, Cosepuri e Saca, quattro tra le maggiori sigle di tassisti e Ncc bolognesi invitati in commissione Mobilità per raccontare problemi e necessità del settore. Quel che e' peggio, però, e' che gli abusivi vengono facilitati nella concorrenza sleale da "portieri d'albergo complici a cui allungano una percentuale, in modo tale che chiamano loro e non noi, tra l'altro facendo spendere di più al cliente", dice Gino Onofri presidente di Cosepuri. "Il fenomeno e' conosciuto a tutti e riguarda l'80% degli alberghi 'bene'". Come arginare la piaga delle auto a noleggio abusive? I tassisti ci provano da tanto tempo: un tentativo e' stata la campagna pubblicitaria del 'bollino blu' (una sorta di etichetta di riconoscimento di tassisti e auto blu autorizzate), che non ha però centrato l'obiettivo. La cosa non e' affatto semplice, anche perché di fatto un'auto a noleggio può entrare in territori comunali diversi da quello della licenza, quello che non va e' che questo avvenga tutti i giorni. Cat, nel maggio scorso, e' passata alle maniere forti e ha presentato una denuncia in Procura, spiega il vicepresidente Ermanno Simiani. "Abbiamo segnalato il problema e consegnato le fotografie di 140 targhe abusive, speriamo che presto si muova qualcosa". In attesa che il fronte giudiziario porti risultati, le associazioni dei tassisti sperano che anche il Comune possa fare qualcosa, come hanno spiegato questa mattina. Un'idea potrebbe essere quella di modificare il sistema di 'registrazione' che Palazzo d'Accursio di taxi ed Ncc, propone Onofri di Cosepuri, azienda che può contare su circa 280 auto blu tra città e provincia e si trova a dover fare i conti con "circa 120 concorrenti abusivi". Al momento, a Palazzo D'Accursio esiste una "banca dati permanente, in cui le targhe di auto di tassisti e auto blu vengono registrate e man mano aggiunte", spiega Onofri. Questo archivio comprende tutte le targhe che per un qualche motivo hanno girato sul territorio sovracomunale (Bologna più 12 Comuni della provincia), ma non e' prevista nessuna verifica sui movimenti. "Si potrebbe pensare di istituire un meccanismo per cui un taxi che una licenza esterna sia tenuto a comunicare, con una telefonata o una mail, quando deve venire a Bologna", propone Onofri. "In questo modo si vedrebbe se uno viene un giorno perché deve accompagnare un cliente da Milano oppure viene tutti i giorni sotto le Due torri anche se la sua licenza e' riferita a un paesino del ferrarese". La commissione mobilità andrà a fondo sulle questioni sollevate dai tassisti: l'udienza conoscitiva di stamattina, richiesta da Michele Facci del Pdl, e' solo "il primo di una serie di incontri", ha ripetuto più volte il presidente di commissione Francesco Critelli (Pd). Ai prossimi verranno a parlare altre associazioni di categoria e poi, soprattutto, i sindacati. L'intento dei consiglieri comunali e' di costruire un "percorso" e poi attivarsi per risolvere i problemi sollecitati dai tassisti. Che intanto, però, hanno "finalmente" ottenuto un incontro con l'assessore Colombo per il 26 ottobre. A Colombo chiederanno conto di tante cose, dagli abusivi ai taxi rosa, dal calo degli introiti alla pedonalizzazione. "La crisi la stiamo avvertendo anche noi, i clienti sono sempre meno. Basta guardare i nostri posteggi: se non e' una giornata di fiera con la pioggia, si vedono spesso lunghe file di auto in attesa" dicono Giuliano Osti (Saca) e Onofri. Alla Cosepuri, poi, si registrano anche tanti casi di "imprese che fanno fatica a pagarci". E la piaga degli abusivi peggiora di gran lunga la situazione. "Ormai in giro ci sono più di un 30% di abusivi che lavorano illegalmente, siamo a livello di Napoli o di Roma, io credo che per una città come Bologna questo non sia accettabile" afferma Simiani di Cat, che vorrebbe anche sapere dal Comune cosa ne sia stato della percentuale (il 20%) dell'incasso ottenuto dalla vendita delle 41 nuove licenze del 2008. "Quel 20% doveva essere destinato a investimenti per migliorare il servizio, possono dirci cosa e' stato a fatto?" chiede ai consiglieri della commissione Mobilità. Degli abusivi si lamenta anche il presidente di Cotabo, Riccardo Carboni, che sostiene la necessità di una maggiore informazione al cliente. "Loro non hanno colpa, dovrebbero essere messi al corrente se utilizzano un mezzo regolare o no". Onofri torna poi sulla questione della connivenza dei portieri d'albergo. "Il nostro non e' un attacco agli albergatori, non ce la prendiamo con loro, ma e' un fatto. Ogni anno consegniamo la tabella dei nostri prezzi fissi l'1 gennaio e il 2 è già nel cestino, si da' la precedenza a operatori borderline che pagano il 20-30% al portiere di turno". Onofri, fuor di microfono, ricorda tra l'altro che questa faccenda fu segnalata all'assessore Maria Cristina Santandrea. E Simiani ricorda che qualche anno fa un portiere d'albergo venne licenziato "dopo che noi trovammo e portammo all'albergo prove inconfutabili".

 

INTERVISTA AL PRESIDENTE DI UN.I.C.A. TAXI BOLOGNA FRANCO SARTI

L’INVASIONE DEI TAXI “STRANIERI”. TROPPE AUTO DA FUORI CITTÀ. AUTISTI PREOCCUPATI ANCHE DAGLI ABUSIVI

LA REPUBBLICA 12 LUGLIO 2009

di VALERIO VARESI

BOLOGNA è diventata terra di conquista per gli autisti «stranieri» e il fenomeno, in tempi di crisi oltre che all'indomani dell'immissione di una quarantina di nuove licenze, sta preoccupando i taxisti bolognesi che già hanno aperto una vertenza con la Provincia nel tentativo di limitare l'invasione. Qualche auto viaggia con affisso un volantino di protesta incollato al finestrino, ma la piazza cittadina sembra un'attrazione irresistibile per autisti di auto blu di altri Comuni o di altre regioni. Contemporaneamente cresce il fenomeno degli abusivi totali (gente che s'improvvisa servizio pubblico con l'auto di famiglia) e ora alla «Centrale», specie nelle ore serali e nei fine settimana, è sempre più frequente sentirsi sussurrare appena scesi dal treno la frase un tempo di casa solo a Roma o a Milano: «Taxi fuori Bologna...» «Ogni giorno — spiega Franco Sarti, presidente del sindacato Unica taxi — si calcola che almeno cinquanta auto blu si rechino a Bologna per lavorare e questo in barba alla legge 21 che stabilisce la territorialità delle licenze e il legame ai Comuni nei quali vengono rilasciate». In altre parole, se un permesso viene rilasciato dal Comune di Modena, l'autista può lavorare solo sulla piazza di Modena. Potrà accompagnare chiunque dalla Ghirlandina in qualsiasi posto, ma non potrà caricare clienti in altri Comuni. Tutto ciò pare completamente saltato sotto le due torri visto che, a detta dei tassisti, ci sono autisti che provengono dal basso Veneto, da San Marino, da altre province dell'Emilia Romagna e dai Comuni del bolognese i quali lavorano in pianta stabile in città. L'offerta va laddove c'è domanda, ma con la crisi che impera l'osso da dividere è sempre più esiguo. Al punto che a fine mese si sta preparando una manifestazione nazionale di protesta contro il far west delle licenze. Come detto, con la Provincia i tassisti hanno già aperto una vertenza per ottenere l'espulsione degli autisti di altre regioni e il rispetto della territorialità per quelli che hanno avuto la licenza nei Comuni del bolognese, ma lavorano stabilmente nel capoluogo. La situazione, secondo i tassisti è destinata a peggiorare con l'avvento dei consorzi che hanno sede a Bologna ma fanno lavorare autisti con licenze rilasciate altrove. «Sono borderline, lavorano sul limite della legge» riprende Sarti. Il più grande è il «Cab», ma un altro sta nascendo a Calderino. A protestare sono soprattutto i tassisti che hanno appena avuto la licenza, si ritrovano un mutuo da pagare e in più sono vincolati dal Comune a stazionare in piazze secondarie del circondario dove il servizio pubblico è scarso. Questi si ritrovano legati alla territorialità è subiscono la concorrenza di altri che, al contrario, pur avendo analoghi obblighi, scorrazzano a loro piacimento.

La denuncia di Sarti, presidente del sindacato Unica Taxi

“La colpa è dei piccoli Comuni che rilasciano licenze senza limiti”

Possibile che a San Benedetto Val di Sambro ci siano otto permessi per noleggio con conducente?

«A far scappare la pazienza ai tassisti è il rifiuto del Governo di applicare delle restrizioni capaci di rafforzare la legge 21 in direzione di un maggior rispetto della territorialità» spiega Franco Sarti presidente del sindacato Unica taxi.

La legge prescrive che ogni licenza possa lavorare solo nel Comune nel quale viene rilasciata?

«Sì è così. Ma a Bologna succede di tutto anche per colpa di molti Comuni che rilasciano licenze senza considerare le loro reali esigenze».

In che senso? Ne danno troppe?«Qui arrivano da tutti i Comuni della provincia. Nei paesi da cui provengono nessuno li ha mai visti né conosciuti salvo che per il rilascio della licenza. Allora io dico: è possibile che San Benedetto Val di Sambro, per fare un esempio che conosco, abbia concesso otto licenze di noleggio con conducente?»

Dice che è una cifra sproporzionata?

«Le pare che a San Benedetto ci sia bisogno di otto autisti con auto blu? Non mi pare proprio».

Ma allora qual è la ragione?

«Bisognerebbe chiedere ai sindaci di quei Comuni che rilasciano tante licenze. Poi c'è un altro fatto da tenere presente, anche questo da aggiungere alle tante regole disattese: nei piccoli Comuni, le licenze costano meno. Un conto è chiedere un permesso per un'auto blu a Bologna, un conto in un piccolo Comune. Non le pare un elemento di squilibrio?»

Che rimedi avete chiesto alla Provincia?

«In primo luogo che si limiti il fenomeno dell'invasione di auto da altre regioni e province. In secondo luogo che sia lanciato un messaggio ai Comuni affinché non rilascino licenze in modo indiscriminato». 

 

BOLOGNA - «COBRA VIENI A PRENDERMI ALL’ANGOLO». IN VIAGGIO (A POCO) SUI TAXI CLANDESTINI

Almeno 200 abusivi con licenze irregolari o inesistenti. Le corse verso le discoteche: una notte in auto con il «Cobra»

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«Pronto... sì... dove devi andare? Al Link di via Fantoni? Sei solo? Se mi aspetti cinque minuti passo a prenderti, fatti trovare sotto la fermata dell’autobus. Poi andiamo in San Donato, ho un altro appuntamento». Click. Viale Masini, poco oltre la stazione. E’ l’1.35 di venerdì notte. Il Cobra è di parola. Cinque minuti di attesa e il suo pulmino grigio fa capolino sui viali. «Sali su, accomodati». A bordo del minivan la musica techno è a volume altissimo. Il Cobra ha poco meno di 50 anni, è cortese e iperattivo: è uno dei 200 taxisti abusivi che lavorano a Bologna. Un fenomeno sommerso, impossibile da censire con precisione. Ad azzardare una stima sono i tassisti e gli autisti di noleggio con conducente che hanno la licenza in regola e rispettano la legge. Due categorie che la presenza degli abusivi manda su tutte le furie. Ma i veterani come il Cobra alle occhiatacce dei «regolari» fuori dai locali ormai ci hanno fatto il callo. Ha altro a cui pensare, lui: prima di tutto bisogna riempire il pulmino.

«Chi ti ha dato il mio numero?», chiede con un pizzico di apprensione. Il nome della persona che ha fatto da tramite non gli dice nulla. Ma lui non se ne cura. Tra il popolo della notte il cellulare del Cobra è piuttosto popolare: è risaputo che nei fine settimana fa la spola con il Link, il centro sociale in zona Caab aperto fino all’alba: avanti e indietro per tutta la notte. Il prezzo della corsa? Cinque euro a passeggero. In auto ci stanno anche nove persone. Con una corsa fanno 45 euro. Tutti in nero. L’auto del Cobra non corre, il socio che gli siede accanto riceve le chiamate di chi si prenota per i passaggi successivi, annota su un taccuino il luogo dei prossimi appuntamenti. A porta San Donato sale un gruppo di universitari che riempie il minivan come un uovo. «Com’è il Link stasera, Cobra?». «Murato!!! », risponde lui. La truppa si esalta. «Co-bra! Co-bra!» scandiscono i più esaltati mentre le casse del minivan pompano a tutto volume i bassi . A metà strada chiama un’altra ragazza. Si chiama Bruna. «Dove sei? — le chiede il Cobra — In via Azzo Gardino? Stai lì che mando a prenderti un mio amico, guiderà una Punto nera. Dai ragazzi, Cobra mood, stasera si balla!». In via Fantoni è il momento di pagare. In nero. Il Cobra gira l’auto e torna in centro a recuperare altri pellegrini. «Vieni a riprenderci a fine serata », gli dice uno. «Ok, ci vediamo».

L’universo dei tassisti abusivi funziona come una piramide. In cima ci sono quelli che una licenza regolare ce l’avrebbero pure, rilasciata però da un altro Comune. Taxi autorizzati da Ferrara, Budrio, Castiglion dei Pepoli, Castelfranco Emilia, Poggio Rusco: a Bologna non ci potrebbero lavorare, se non per «scaricare il cliente salito a bordo nel Comune di provenienza. Ma il capoluogo li attrae: la clientela è più numerosa, soprattutto nei fine settimana o in occasione di fiere e grandi eventi. Si appostano in stazione, o nelle vicinanze dei grandi alberghi del centro. A metà della piramide ci sono gli autisti contattabili su internet sotto diciture generiche e facili da cliccare grazie ai motori di ricerca, come «Ncc». Lavorano in gruppi con un centralino che smista le chiamate. E un piccolo particolare: non sempre hanno una licenza in regola e a volte il contrassegno è solo una patacca. Altre volte è stato rilasciato da un Comune che non è quello di Bologna. Lavorano su chiamata o si appostano nei luoghi più frequentati. Le ricevute sono spesso carta straccia. Alla base della piramide ci sono gli abusivi totali come il Cobra. Di giorno fanno anche altri lavori: c’è un investigatore privato e uno che lavora nella sicurezza. Il loro numero di cellulare viene fatto girare con il passaparola. Si scatenano soprattutto nei fine settimana, quando offrono passaggi agli habitué della movida cittadina: aspettano all’uscita al Numa di via Maserati, in zona Fiera, alla Capannina sui Colli, al Matis di Casteldebole e al Giostrà di via Mattei, all’Estragon quando c’è un concerto o all’Unipol Arena di Casalecchio in occasione degli eventi più frequentati. Applicano «tariffe» forfettarie. Chiedono una quota procapite stabilita in partenza. Oppure pattuiscono in anticipo il costo della corsa. I regolari che si vedono soffiare i clienti non possono fare altro che osservare e andare su tutte le furie.

Come Marco Bertelli di Cosepuri. «La concorrenza va bene, ma a patto che le regole siano le stesse. Noi abbiamo pagato le tasse. A volte arriviamo davanti ai locali e il cliente non c’è più...». L’argomento è bollente. C’è chi chiede la liberalizzazione totale. Ma nel ddl del governo è scomparsa in extremis l’annunciata abolizione delle norme che «vincolano» i noleggi con conducente a lavorare nel Comune che ha rilasciato l’autorizzazione.

 

 

 

 

VESPASIANI

 

W.C. SATELLITARE

ELIO GUBELLINI

tratto da "il Socio COTABO" di ottobre 2011

Caro Tito Flavio ma quando scade il tuo brevetto sui vespasiani? Qui nessuno si decide a farne dei nuovi forse per non pagarti le royalties? A Bologna si è costretti a riciclare gli esistenti, ad esempio si sono usati i pezzi salvati da quello dei Tribunali crollato per ripristinare quello di Bovi Campeggi. Ora poi si stanno trasformando quelli sopravissuti con strumenti tecnologici. Mi chiedo: forse non conveniva farne dei nuovi al passo coi tempi senza dover modificare gli attuali? I costi di trasformazione non certo irrisori non rendono forse più conveniente installarne dei nuovi? Alcune considerazioni: un sensore di presenza attiva l'irrorazione dell'acqua evidentemente per ridurre i consumi. Ora, quando questo non funziona, come già succede, chi provvede a quella pulizia e igiene che l'acqua da? Un altro sensore attiva l'illuminazione notturna e di questo se ne sentiva la mancanza! Ora sembra di essere su di un set cinematografico! Peccato che sia di poco aiuto nella ricerca dell'attrezzo che rimane nel cono d'ombra e ci si deve arrangiare con l'esperienza... Visto che l'illuminazione si attiva una volta entrati, può tornare comoda per vedere cosa si è pestato e, inoltre, the barbons mentre la fanno possono pure leggere il giornale! C'è da sperare che abbiano concorso alla spesa i pubblicitari (offro, cerco, faccio questo e quello ... e i fans di Preci e ora anche di Cati e Go Box..) che sono le uniche cose che si vedono (e si leggono) bene. Visto che i vari cavi sono posti in maniera un po' precaria non vorrei che qualche vandalo, che pare non manchi, scambi un cavo penzolante per la classica catenella. Ora il collezionista di sensori per WC potrà trovarne anche non solo in CO.TA.BO.

Nota a margine: Vespasiano non ha inventato i WC, esistevano già ma impose la tassa ai tintori (fullones) sui residui organici dai quali ricavavano ammoniaca.

 

 

 

 

DOPPIA GUIDA

 

CONSIGLIO COMUNALE, APPROVATO ORDINE DEL GIORNO SULLA TURNAZIONE DEI TASSISTI

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BLQ

 

NUOVA VIABILITÀ ALL'AEROPORTO DI BOLOGNA - AL VIA IL 'PEDAGGIO AEROPORTO' PER I TAXI AL PIANO TERRA

30 luglio 2013

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Al termine dell’incontro avvenuto oggi presso l’Aeroporto di Bologna tra SAB e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei taxisti di Bologna ASCOM TAXI, CNA FITA, CONFARTIGIANATO TAXI, UNICA TAXI e URITAXI, la società comunica quanto segue.

SAB è sopraggiunta alla decisione di modificare la viabilità interna dello scalo al fine preciso di migliorare i flussi veicolari in prossimità del Terminal principale ed apportare beneficio a tutti gli operatori che gravitano sullo scalo, tra l’altro eliminando alla radice il fenomeno dell’abusivismo di taxisti e operatori bus/navette non dotati delle autorizzazioni previste e a salvaguardia della sicurezza della circolazione, dell’accessibilità, della fruibilità e della sicurezza dell’utenza, come previsto da recente normativa nazionale.

Il piano di riorganizzazione della viabilità, avviato nei mesi scorsi e destinato a proseguire nel corso dell’anno, ha comportato per SAB investimenti importanti, legati alla meccanizzazione degli accessi e alla manutenzione degli impianti e delle aree di transito e di fermata riservate ai soli autorizzati.

Rilevando che provvedimenti analoghi sono già ampiamente diffusi in Italia e all’estero, SAB ha avviato da mesi una campagna di informazione e sensibilizzazione dei vari operatori interessati, con richiesta di una fee per il transito in Aeroporto di taxi, auto di noleggio con conducente, bus turistici, shuttle bus, ecc.

Come concordato con gli operatori coinvolti, da questa settimana i taxisti che transitano sulla sola corsia preferenziale al piano terra (arrivi) applicheranno alle corse un ‘pedaggio aeroporto’ di 50 centesimi. Non sono invece previsti supplementi per il transito sulla corsia al primo piano (imbarchi). All’interno dei taxi e presso le sedi degli operatori sono disponibili le tabelle con tutti i dettagli delle tariffe.

Questi episodi accadono a Bologna, dove tutte le forze istituzionali si uniscono per "fare sistema", combattere la crisi e incentivare il turismo.