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> LEGISLAZIONE 

 

  NELL'AREA SOVRACOMUNALE BOLOGNESE

regolamento dell' area sovracomunale bolognese aggiornato al 21/11/2007  147 KB  

disposizione di servizio prioritari e territoriali  54 KB

Inoltre scarica il regolamento sul funzionamento della commissione di esame 129 KB

sulle modalità di svolgimento dell’ esame di idoneità per l’iscrizione al ruolo dei conducenti dei veicoli o natanti adibiti a servizi pubblici non di linea di cui alla legge 21/1992 adottato dalla Commissione in carica in data 29/08/2007

 

 

 

 

  IN EMILIA ROMAGNA

direttiva regionale dell'Emilia Romagna  224 KB

Direttive per l'esercizio delle funzioni e criteri per la redazione dei regolamenti di eser­cizio dei servizi di taxi e di noleggio di autovettura con conducente: legge 15 gennaio 1992, n. 21. (Deliberazione del Consiglio regionale n. 2009 del 31/5/1994)

 

 

 

 

  IN ITALIA

legge 21/92  97 KB

E' la legge quadro che regola lo svolgimento del servizio taxi.

legge 422/97  37,7 KB

La legge 422/97 demanda agli enti locali la responsabilità dell' organizzazione del Tpl non di linea.

decreto legge 112 2008  84 KB

Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria. L'articolo che riguarda i taxi è il 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica). Atto della camera nº 1386.

decreto legge 59 2010 del 26 marzo 2010  234 KB
Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno. La norma che esclude i taxi è a pagina 13 del documento.

decreto legge 138 del 13 agosto 2011 35 KB

decreto legge 201 del 6 dicembre 2011 75 KB

decreto salva-Italia. Gli articoli che riguardano i taxi sono il 34, 35 e 37

decreto legge 1 del 24 gennaio 2012  115 KB

decreto liberalizzazioni

 

SENTENZE T.A.R.

sentenza del T.A.R. dell'Abruzzo n. 254 del 3 giugno 2014  64 KB

Nella quale si ribadisce la piena validità dell'Uno Quater

sentenza del T.A.R. della Toscana n. 964 del 31 maggio 2011  139 KB

Il taxi è un servizio di interesse pubblico

sentenza del T.A.R. del Veneto n. 1191 del 6 luglio 2011  26 KB

E' fatto divieto di sosta su suolo pubblico per il noleggio con conducente senza cliente

sentenza del T.A.R. della Toscana n. 98 del 22 gennaio 2013  194 KB

Il Comune di Pisa dovrà provvedere a rivedere i propri strumenti normativi alla luce dei principi contenuti nell’art. 3, comma 1, D.L. 138/2011 e nel redigere i turni di servizio dovrà limitarsi a garantire il servizio minimo, lasciando i singoli operatori liberi di incrementare l’offerta in base a valutazioni di convenienza economica di cui assumeranno il rischio nel rispetto della durata massima di turni individuali e del periodo obbligatorio di riposo.

sentenza del T.A.R. del Lazio n. 5156 del 8 aprile 2015  131 KB  

Sancisce ulteriormente che il ncc deve partire dalla rimessa

sentenza del T.A.R. del Lazio 2807 del 23 giugno 2016  276 KB  

Il ncc deve partire dalla rimessa

sentenza del T.A.R. della Lombardia 860 del 8 luglio 2016  212 KB  

Nella quale si ribadisce la piena validità dell'Uno Quater

 

SENTENZE CASSAZIONE

sentenza Cassazione n. 3288 del 26 gennaio 2010  117 KB

Devono essere sequestrate le autorizzazioni di autonoleggio con conducente rilasciate dal comune con regolamento emesso in violazione delle leggi di settore.

È infatti obbligatorio per l’ente locale, in ossequio alle norme , indire sempre un bando di gara prima di rilasciare le nuove licenze.

A questa conclusione è giunta la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 3288 di oggi, ha confermato il sequestro di una delle 300 autorizzazioni rilasciate dal comune di Francavilla al Mare

sentenza Cassazione n. 22296 del 2010  75 KB

Si allargano i confini per il servizio taxi. Nessuna sanzione amministrativa va inflitta al tassista che, su chiamata del cliente fatta dal territorio comunale di competenza e di rilascio della licenza, lo va poi a prelevare in un altro Comune. Secondo la legge il servizio di taxi può iniziare anche diversamente che con il prelevamento dell’utente: ad esempio, su chiamata del cliente, ma il tassametro deve essere scattato sempre nel territorio coperto da licenza. Così la Cassazione con la sentenza 22296/10 ha confermato il verdetto del giudice di pace che aveva accolto l’opposizione di un tassista sanzionato per aver prelevato due passeggeri fuori dal Comune che gli aveva rilasciato la licenza. La Suprema corte, però, ha motivato la sua decisione in maniera diversa dal magistrato onorario: più che di prelevamento dell’utente - hanno detto i giudici di legittimità - si tratta di stabilire cosa debba intendersi per inizio del servizio. «Per inizio del servizio deve intendersi la messa del taxi a disposizione (al "servizio", appunto) del cliente». Ciò comporta l’onerosità e l’esclusività: non può esservi, cioè, inizio del servizio a favore di un cliente se il tratto di strada percorso prima del prelevamento del medesimo è gratuito o se per quel tratto il taxi è occupato da un altro cliente. Insomma, non basta il semplice fatto che «il tassista si sia mosso dalla sua città per ordine del cliente, come invece ha ritenuto il giudice di pace».

sentenza Cassazione n. 20153 del 2015 1,12 MB

Rischia l'abuso d'ufficio il sindaco che rilascia troppe autorizzazioni ncc

 

SENTENZE CONSIGLIO DI STATO

Consiglio di Stato 03687 - 2013 REC. RIC.  224 KB

Le turnazioni del servizio taxi non possono essere liberalizzate

 

 

 

 

  IN EUROPA

 

DIRETTIVA "BOlKESTEIN"

direttiva A6-0409/2005  1,15 MB

La "RELAZIONE GHEBARDT" è inerente alla liberalizzazione ed allo scambio di merci e servizi all' interno della Comunità Europea. Nella prima stesura era nota come "DIRETTIVA BOLKESTEIN". La norma che esclude i taxi è a pagina 18 del documento.

« La direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi »

 

TRATTATO DI LISBONA

trattato di Lisbona  98 KB

Riceviamo da UN.I.C.A. Taxi Firenze e volentieri pubblichiamo alcuni stralci del testo definitivo del Trattato di Lisbona. Dalla lettura anche superficiale di tali articoli si evincono possibilità di futuri problemi per il nostro settore dati i poteri che vengono attribuiti all’Unione Europea, il richiamo ai processi di liberalizzazione, la particolare enfasi al principio di concorrenza, ecc… Potete leggere anche tutto il titolo relativo ai trasporti nonché agli aiuti concessi dagli stati. E’ sulla politica economica che si potranno avere di più effetti negativi derivanti dal fatto che proprio grazie al Trattato di Lisbona, l’Unione Europea avrà, non solo titolo a promuovere interventi ma anche quello – altrettanto pericoloso – di poter bocciare qualunque misura decisa dal governo nazionale per difendere la propria economia, l’occupazione, i redditi, i lavoratori e/o le imprese, ecc. Semaforo verde al disegno di legge per la ratifica del Trattato di Lisbona è stato dato dal Governo Berlusconi. Soddisfazione per l'approvazione del disegno di legge di ratifica è stata espressa dal ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi. Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha sottolineato che nel governo «non ci sono divisioni» sulla ratifica del Trattato Ue. «Il Consiglio dei Ministri – dice Frattini – ha approvato all'unanimità il ddl di ratifica del Trattato di Lisbona, che i presidenti delle Camere inseriranno come priorità nell'ordine del giorno dei lavori parlamentari». Poche voci si stanno levando contro la ratifica del Trattato. In Italia, a livello di forze politiche, di fatto, solo alcuni esponenti della Lega Nord hanno invocato quantomeno la realizzazione di un referendum popolare. Perché con il Trattato di Lisbona “c'è una perdita di sovranità notevole”. Come tassisti dobbiamo avere chiari i termini del problema e attivarci per realizzare tutte quelle convergenze che ci consentano di limitare i possibili futuri “danni” alla categoria. Per questo invitiamo UNICA Taxi Nazionale ad attivarsi con le altre organizzazioni sindacali dei tassisti in relazione a quanto richiamato.  

 

SENTENZA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA INERENTE ALL'1 QUATER

Le leggi italiane che regolano gli autoservizi pubblici non di linea non violano il diritto comunitario, questo è quello che si apprende con la lettura della sentenza della Corte Europea chiamata a dirimere la questione.

La Corte di giustizia dell’Unione europea non è competente a rispondere alle domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Tribunale amministrativo regionale per il Lazio (Italia) con ordinanze del 19 ottobre 2011 e del 1° dicembre 2011, nelle cause riunite C-162/12 e C-163/12, nella parte in cui vertono sull’interpretazione dell’articolo 49 TFUE. Nella parte in cui vertono sull’interpretazione di altre disposizioni del diritto dell’Unione, tali domande sono irricevibili.

La sentenza è la conclusione di un ricorso alla Corte Europea proposto per valutare e giudicare la presenza di “incompatibilità” reclamate da alcuni NCC di fuori Roma contro i comuni di Roma e di Grottaferrata. La sentenza sembra fugare tutti i dubbi di compatibilità tra il diritto comunitario e la legge 21/92, in quanto quest’ultima è una normativa di rilievo prettamente nazionale e che non incide su questioni disciplinate dall’Unione Europea.

Le domande di pronuncia pregiudiziale delle cause in questione (cause riunite C-162/12 e C-163/12 e cause riunite C-419/12 e C-420/12) furono già dichiarate “irricevibili previa decisione finale della corte” dall’avvocato generale della Corte Europea Julianne Kokott.

Corte Europea  232 KB

 

direttiva 2006/123/ce 217  KB

del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi nel mercato interno. La norma che esclude i taxi è a pagina 4 del documento. Qui riportiamo l'articolo.

 

Parere dell'Avvocatura Generale - Corte di Giustizia Europea del 26 settembre 2013  260 KB

 

CORTE UE, 'BLACK CAB' GB POSSONO USARE CORSIE BUS

Non è aiuto stato, situazione diversa da società private o Uber

14 gennaio 2015

[vai alla pagina]

sentenza C-518/13  66 KB 

BRUXELLES - Punto a favore dei taxi londinesi da parte della giustizia europea: i celebri e costosi 'black cab' possono continuare a usare le corsie preferenziali degli autobus, a differenza delle navette private o di Uber. E' quanto ha stabilito con la sentenza odierna la Corte di giustizia Ue, secondo cui concedere il diritto di accesso alle corsie preferenziali non costituisce un aiuto di stato. Secondo Lussemburgo, infatti, "i taxi si trovano in una situazione diversa, in fatto e in diritto, da quella dei veicoli a noleggio con conducente (Vnc)", quindi "tale autorizzazione non appare in particolare idonea a conferire loro, mediante risorse statali, un vantaggio economico selettivo". La disputa è nata quando due vetture della società privata di auto a noleggio con conducente Addison Lee Plc si sono viste multare per essere transitate anche loro in centro a Londra nelle corsie preferenziali degli autobus. La società controllante, la Eventech, ha quindi deciso di rivolgersi alla giustizia, ritenendo che la politica delle corsie riservate agli autobus costituisse un aiuto di stato contrario al diritto Ue. Per Lussemburgo, però, il fatto di autorizzare i taxi londinesi a circolare sulle corsie riservate agli autobus "non comporta un impegno di risorse statali", in quanto da una parte "le corsie non sono state costruite a beneficio dei taxi" e dall'altra consentire loro di utilizzarle quando non ci sono i bus permette di sfruttare appieno un'infrastruttura pubblica. Inoltre secondo la Corte i 'cab' si trovano in una "situazione diversa, in fatto e in diritto" da quella dei veicoli a noleggio con conducente: solo i taxi possono offrire i propri servizi e hanno l'obbligo di prendere a bordo, essere riconoscibili, avere conoscenze approfondite di Londra, fatturare i servizi e trasportare persone in sedia a rotelle. Di conseguenza le corsie riservate non danno un vantaggio economico selettivo ai taxi londinesi. Anche se, riconosce Lussemburgo, non si può escludere che questo 'privilegio' possa avere l'effetto di scoraggiare i privati che forniscono Vnc.

 

 

 

 

 COSTITUZIONE

ARTICOLO 41

L'iniziativa economica privata è libera.

Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali [cfr. art. 43].

 

ARTICOLO 43

A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.

 

ARTICOLO 117

La potestà legislativa è esercitata dallo Stato [cfr. art. 70 e segg.] e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.

Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:

a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea;

b) immigrazione;

c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;

d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;

e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;

f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo;

g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali;

h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale;

i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;

l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa;

m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;

n) norme generali sull'istruzione;

o) previdenza sociale;

p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane;

q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;

r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere dell'ingegno;

s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali.

Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l'Unione europea delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.

Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.

Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono all'attuazione e all'esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.

La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni. La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.

Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive [cfr. art. 3].

La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni.

Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato.

 

ARTICOLO 118
Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.
La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell'articolo 117, e disciplina inoltre forme di intesa e coordinamento nella materia della tutela dei beni culturali.
Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.

ARTICOLO 119
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio.
La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante.
Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti consentono ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane e alle Regioni di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite.
Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato.
Possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento. E' esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti.
 
ARTICOLO 120
La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni, nè adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, nè limitare l'esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale.
Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell'unità giuridica o dell'unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali.
La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.
 

 

 

 

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