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> STUDI ECONOMICI
Per quanto riguarda l'estero, in rete si possono trovare molti documenti.
Ne riportiamo qui solo una piccola parte, quelli che, a nostro avviso, risultano più
interessanti rispetto ad altri.
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EUROPA
- EUROTEST |
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http://www.eurotestmobility.com/
scarica il
test
1,85 GB

Costose deviazioni fino al 213
per cento rispetto al percorso più diretto, violazioni dei limiti di
velocità con superamento del limite fino a 42 chilometri all'ora (in
città!), passaggio con il semaforo rosso, guida aggressiva,
imprecazioni contro il traffico, una certa resistenza a prestare il
servizio per tragitti di breve percorrenza. Queste sono solo alcune
delle carenze riscontrate dagli ispettori che hanno verificato i
viaggi in taxi in 22 grandi città europee nell’ambito dell’ultima
iniziativa EuroTEST.
"Il taxi fornisce soluzioni di
mobilità porta a porta e gioca un ruolo centrale nella mobilità
urbana moderna. E’, quindi, una fonte di grande preoccupazione che i
passeggeri di taxi debbano ancora vivere esperienze di viaggio ben
al di sotto degli standard di servizio in molte Città europee", ha
dichiarato Jacob Bangsgaard, Direttore Generale della Fédération
Internationale de l'Automobile (FIA), Ufficio di Bruxelles, che
rappresenta 71 club automobilistici in tutta Europa.
Effettivamente, un viaggio in
taxi può a volte risultare tutt’altro che piacevole soprattutto se
ci si trova in una città straniera e non si conosce la lingua del
posto. Può capitare di essere guidati da un conducente che gira a
vuoto, di essere all’oscuro della tariffa che verrà applicata
(magari in assenza di un tassametro leggibile), e di vivere
spiacevoli situazioni di insicurezza anche per il mancato rispetto
delle norme di comportamento alla guida.
Ecco perché quest’anno i 17
automobile club appartenenti a 16 paesi europei che danno vita ad
EuroTEST, programma di test a difesa degli utenti di servizi ed
infrastrutture per la mobilità, hanno organizzato il test sui taxi,
esaminando le corse in taxi di 22 grandi città europee. Lo scopo è
stato quello di verificare la reputazione del servizio taxi in
Europa, generalmente oggetto di critiche, talvolta per effetto di
spiacevoli casualità.
I club partner hanno così
selezionato le seguenti città: Bruxelles / Belgio, Berlino, Amburgo,
Colonia e Monaco di Baviera / Germania, Parigi / Francia, Milano e
Roma / Italia; Zagabria / Croazia, Lussemburgo, Amsterdam e
Rotterdam / Paesi Bassi; Oslo / Norvegia, Salisburgo e Vienna /
Austria, Lisbona / Portogallo, Ginevra e Zurigo / Svizzera; Lubiana
/ Slovenia, Barcellona e Madrid / Spagna, e Praga / Repubblica Ceca.
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EUROPA
- IRU
INSTITUTE OF TRANSPORT ECONOMICS |
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http://www.iru.org/
RICERCA IRU - FINAL REPORT
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Uno studio estremamente importante, è stato commissionato dall'International Road Transport Union, società con sede a Ginevra, all'Institute of Transport Economics. Aggiornato al dicembre 2003, effettua una comparazione tra le diverse modalità di erogazione del servizio taxi in 13 paesi europei (Italia esclusa). Lo studio si può ordinare in rete nel sito dell'IRU
ed ha il costo di 80 CHF per la versione Final Report e 20 CHF per la versione Executive Summary (vai a Publications and Resources / The bookshop). Due le lingue: inglese e francese. Pubblichiamo qui alcune tabelle tratte dalla versione Final report:
TABELLA 3 - pagina 34
-
Riassunto della regolazione di accesso al mercato
|
Legislazione nazionale
di accesso al mercato |
Nessuna legislazione
nazionale
(decidono le autorità
locali) |
|
Numero di operatori
regolato |
Numero di operatori non
regolato |
|
N
FIN
D
F
E |
S
NL
IRL
A
H |
GB (nessuna regolazione a Londra)
B
CH |
APPENDICE 1 - pagina 95
- Descrizione dei paesi e delle capitali.
In queste tabelle abbiamo cercato di fare un "riassunto" delle 13 tabelle, una per ogni paese, nelle quali vengono indicate le principali caratteristiche del servizio. Nella prima si prendono in esame i dati dell'intero paese, nella seconda i dati si riferiscono alle capitali (tranne la Svizzera). I dati sopra riportati sono chiaramente molto semplificati, per ulteriori approfondimenti, si consiglia di acquistare lo studio.
Non ci sono dati inerenti al sevizio di Noleggio con Conducente
(PSV, Public Service Vehicle).
|
PAESE |
A
 |
B
 |
FIN
 |
F
 |
D
 |
H
 |
IRL
 |
NL
 |
N
 |
E
 |
S
 |
CH
 |
GB
 |
|
popolazione (in milioni) |
8
|
10,2 |
5,2 |
60 |
82,5 |
10,2 |
3,9 |
16 |
4,5 |
40 |
8,9 |
7,1 |
55 |
|
veicoli taxi |
9900 |
4000 |
9300 |
44000 |
56932 |
11532 |
12000 |
23500 |
7714 |
73014 |
14438 |
5500 |
55000 |
|
operatori taxi |
7900 |
4000 |
9300 |
30000 |
31333 |
10619 |
15000 |
4800 |
6456 |
70000 |
8378 |
- |
- |
|
tassisti abilitati |
12000 |
5000 |
20000 |
- |
200000 |
- |
20000 |
40000 |
- |
- |
55570 |
- |
70000 |
|
imprese taxi
(con più di 20 veicoli) |
7900/50 |
2078 |
350/2 |
30000 |
31333/20 |
- |
35 |
4800/275 |
6456 |
- |
8378/61 |
- |
- |
|
numero di corse taxi nel
2001
(in milioni) |
- |
30 |
40 |
- |
327 |
- |
41,8
|
69 |
43 |
- |
100 |
- |
- |
|
enti erogatori
(cooperative, consorzi
o privati) |
50 |
15 |
40 |
- |
500 |
- |
35 |
- |
230 |
- |
300 |
- |
- |
|
taxi affiliati ad enti |
50% |
50% |
80% |
|
80% |
- |
70% |
95% |
90% |
50% |
95% |
- |
|
|
taxi ogni 1000 persone |
1,2 |
0,39 |
1,8 |
0,73 |
0,7 |
- |
3,6 |
0,71 |
1,7 |
1,8 |
1.6 |
- |
1 |
|
CITTA' |
VIE
 |
BRU
 |
HEL
 |
PAR
 |
BER
 |
BUD
 |
DUB
 |
AMS
 |
OSL
 |
MAD
 |
STO
 |
GEN
 |
LON
 |
|
popolazione (in milioni) |
1,6
|
1 |
0,6 |
6
|
3,4 |
1,8 |
1,1
|
1,2 |
0.5 |
4,7 |
1,8 |
0,4 |
9 |
|
veicoli taxi |
4036 |
1250 |
1400 |
14900 |
6909 |
5000 |
8503 |
2375 |
2279 |
15629 |
5314 |
944 |
19900 |
|
operatori taxi |
2970 |
1250 |
1400 |
9100 |
3768 |
- |
9832 |
2000 |
1740 |
15000 |
5906 |
846 |
15000 |
|
tassisti abilitati |
8000 |
2000 |
6000 |
17000 |
36000 |
5200 |
15000 |
2000 |
- |
- |
|
1000 |
23400 |
|
imprese taxi
(con più di 20 veicoli) |
2970/25 |
912 |
100/2 |
9100 |
3768/25 |
- |
15 |
2000/2 |
1740
|
- |
5906 |
16/2 |
- |
|
numero di corse taxi
nel 2001 (in milioni) |
30 |
-
|
10 |
- |
33 |
- |
29,6
|
8
|
13,6
|
- |
- |
4,3 |
- |
|
enti erogatori
(cooperative, consorzi
o privati) |
4 |
5/10 |
1 |
- |
4 |
- |
15 |
5 |
3
|
- |
40 |
6 |
6 |
|
taxi affiliati ad enti |
70% |
80% |
100% |
|
79% |
- |
70% |
75% |
100% |
30% |
90% |
80 |
- |
|
taxi ogni 1000 persone |
2,5 |
1,3 |
2,4 |
2,5 |
2 |
- |
7,2 |
1,79 |
4,4 |
3,3 |
2.9 |
2,3 |
2,2 |
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RICERCA DI RICHARD DARBERA, direttore del
programma Taxi,
Institut pour la
Ville en Mouvement
(IVM)
http://www.ville-en-mouvement.com/taxi/ - Francia
I TAXI OGGI E
DOMANI. Ulteriori risultati e
i risultati di un
sondaggio tra i clienti in otto
principali città del mondo
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"Ovunque nel mondo, i residenti delle città vogliono che i servizi
dei taxi siano migliori e più economici. Ma cosa intendono per
migliori servizi e come pensano che i prezzi potrebbero essere
abbassati, varia molto da una città all'altra. Queste differenze
sottolineano le questioni specifiche che i regolatori e gli
operatori taxi devono affrontare in ogni città ".
scarica la ricerca 181 KB

|
CONVEGNI IRU
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http://www.iru.org/en_pastevent_taxifora
In questo link si può vedere
come l'IRU organizzi convegni a cadenza quasi annuale tra i vari
operatori, economisti e politici che si occupano del settore taxi.
Italiani non pervenuti.
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OLANDA
- L'ANALISI DI UN FALLIMENTO |
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●
conclusione ufficiale del Ministero dei Trasporti olandese sul
fallimento della liberalizzazione taxi in Olanda
84 KB

"Duidelijk is dat de liberalisering van de (met
name straat-)taximarkt niet heeft gebracht wat er van werd verwacht"
|
|
inoltre |
|
● lo studio
"Toekomst voor de taxi"
il futuro del taxi 590 KB
che va a
formare la base decisionale per la proposta di riforma di legge
|
|
inoltre |
|
●
bozza della
proposta di modifica della legge taxi 56
KB
da parte
del Ministero deiTrasporti olandese. In questo caso il Governo, malgrado
siano passati 11 anni di problemi conseguenti alla liberalizzazione,
ancora oggi cerca di negare le responsabilità della drammatica decisione
presa nel 2000 di liberalizzare
http://www.rijksoverheid.nl/onderwerpen/taxi
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EUROTEST
2011
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http://www.eurotestmobility.com/eurotest.php?itemno=404&lang=EN 
Amsterdam 19ª su 22 per quel che
riguarda la qualità del servizio e 5ª su 22 per quel che riguarda le
tariffe nei risultati di eurotest. Risultati impietosi sull'utilità
della liberalizzazione dei taxi.
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TESTIMONIANZE
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http://www.mejudice.nl/artikel/351/maak-een-einde-aan-vrije-taxitarieven

Una pubblicazione
nella quale due importanti economisti olandesi Marcel
Canoy (Tilburg University ed ECORYS) e Broos Baanders (ECORYS),
analizzando il fallimento, gridano a viva voce un
ritorno ad un sistema regolarizzato
http://www.parool.nl/parool/nl/4/AMSTERDAM/article/detail/251948/2009/07/05/Taxichauffeur-slaat-man-dood.dhtml

Nel 2009 un cliente
veniva ucciso (!) nel centro di Amsterdam da un tassista
per un diverbio sulla tariffa
http://www.dutchamsterdam.nl/254-taxi-amsterdam-central-station 
il posteggio taxi della stazione
viene denominato dagli Amsterdammer "striscia di Gaza"
(!)
http://www.dutchamsterdam.nl/2057-amsterdam-taxis-rank-poorly-in-european-test 
Se non avete molti
bagagli è meglio usare i mezzi pubblici anziché il taxi.
Questo è, nella sostanza, ciò che gli operatori di Amsterdam, consigliano ai turisti.
http://www.dutchnews.nl/news/archives/2011/10/amsterdam_taxis_near_bottom_in.php 
Il comune di viene
sollecitato dall'ADUC (l'ACI olandese) a porre rimedio
al disastro della liberalizzazione
http://nl.wikipedia.org/wiki/Taxi_(vervoer)#Liberalisering_taximarkt_in_2000&act=url 
Situazione nel
2009: anarchia (!). Certificato da wikipedia.
taxi documentary 
Filmato di un tassista olandese
amsterdam taxi war 
Filmato di un
tassista di Amsterdam che parla di intimidazioni e violenze
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LA LETTERA DA AMSTERDAM - IL FALLIMENTO DELLA LIBERALIZZAZIONE TAXI
IN OLANDA
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Egregio,
tramite i media internazionali, da Amsterdam ho letto
del piano folle del Governo di liberalizzare i taxi in
Italia.
Di seguito, vi voglio spiegare le esperienze che abbiamo
vissuto qui ad Amsterdam dopo che nel 2000, esattamente
il 1 gennaio 2000, il mercato olandese dei taxi è stato
liberalizzato.
Dopo la liberalizzazione, il numero dei taxi è quasi
raddoppiato. Contrariamente alle previsioni del Governo,
che diceva che le tariffe sarebbero diminuite, il taxi
oggi è molto più costoso, con tariffe aumentate anche
più del 25 per cento.
Inoltre, il numero di utenti è diminuito (sempre meno
persone scelgono il taxi), in parte in seguito agli
aumenti di prezzo ed in parte a causa dei numerosissimi
problemi che sono conseguiti con i nuovi tassisti
"liberi" (la maggior parte provenienti da paesi al di
fuori dell’Unione Europea) negli ultimi anni.
Molti tassisti “liberi” rifiutano di espletare il
servizio per percorsi brevi, chiedono prezzi troppo
alti, causano delle risse con altri tassisti e
minacciano gli utenti. Questi tassisti "liberi" sono
difficili da gestire: prima della liberalizzazione, nel
rarissimo caso di maltrattamento di un utente, il
tassista veniva identificato e punito dalla sua
organizzazione radiotaxi. Ma un tassista "libero" non è
controllabile perché non fa parte di nessuna
organizzazione e non ha nemmeno bisogno di rispettare il
suo utente perché la probabilità che lo stesso utente
prenda per due volte lo stesso taxi è praticamente
nulla.
A causa dei numerosi incidenti stradali, di violenza,
stupro e rapina commessi da parte dei tassisti "liberi",
qui in Olanda ormai la gente prende il taxi il meno
possibile. Conseguentemente, l’intero settore dei taxi è
in crisi e questo grazie alla liberalizzazione.
In Olanda la liberalizzazione del mercato dei taxi ha
comportato i seguenti effetti:
1. il numero dei taxi è quasi raddoppiato, nonostante il
numero di utenti sia diminuito
2. i prezzi sono saliti, ma la qualità del servizio (a
causa dei problemi causati dai numerosi tassisti
“liberi”) è notevolmente diminuita
3. sono accaduti numerosi incidenti stradali e casi di
violenza commessi dai tassisti “liberi”. Qui ad
Amsterdam, attualmente non ci si pensa neanche a far
portare la figlia a casa da un tassista
4. l’intero settore dei taxi si è trovato in crisi
immediatamente dal giorno dopo la liberalizzazione.
Tutto questo mentre prima della liberalizzazione tutto
funzionava benissimo. Il taxi era (come in questo
momento a Bologna) un mezzo sicuro con un buon rapporto
qualità/prezzo, il che dava una giustificazione
economica permanente al settore.
Soltanto per rompere il “monopolio sui prezzi” (il che
doveva “introdurre le leggi del mercato, quindi far
diminuire i prezzi ed aumentare la qualità del
servizio”), il Governo olandese nel 2000 aveva preso
quella ingenua decisione (ormai in fase di revoca) di
liberalizzazione che ha praticamente distrutto il
settore stesso.
L’esperienza in Olanda mostra anche che uno dei principi
della liberalizzazione cioè l’abolizione della regola
fifo (first in/first out) non funziona. Anche se in
teoria, ora gli utenti possono scegliere quale taxi
prendere, proprio per ostacolare questa libera scelta
(il che favorirebbe i tassisti storici) i tassisti
“liberi” costringono, minacciando sia l'utente che i
tassisti regolari nella fila, il primo utente sempre a
prendere il primo taxi in fila, minacciano i tassisti
storici perché stiano lontani dai posteggi taxi. In
questo modo, tutti i posteggi più importanti (stazione
centrale, aeroporto, ecc.) sono finiti nelle mani dei
tassisti “liberi”.
Adesso - undici anni dopo - il Governo olandese ha
finalmente preso la decisione di revocare (il più
possibile) quella drammatica decisione del 2000 quando
il mercato dei taxi fu liberalizzato.
Volevo solo condividere queste esperienze con voi,
essendo un turista da utente sempre rimasto
contentissimo dei taxi a Bologna.
Un grande saluto.
Questa
lettera è stata inviata al sito di Unica Taxi Bologna il
18 gennaio 2012. L'originale è nel nostro archivio. Non
pubblichiamo l'indirizzo e-mail e la firma per ovvi
motivi di privacy
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ADUC - I RISULTATI
NEGATIVI DELLA LIBERALIZZAZIONE DEI TAXI - 21 luglio 2004
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Da quattro anni,
i taxi olandesi operano in un sistema liberalizzato. Una
maggiore concorrenza - pensava il Governo - farà bene a
tutti. Invece la liberalizzazione si è rivelata un
fallimento. Oggi, viaggiare in taxi costa decisamente di
più e molti tassisti brillano solo per maleducazione e
ignoranza. Frutto di una lotta intestina selvaggia allo
scadere del monopolio, di un diffuso senso di
precarietà, d'improvvisazione.
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LIBERALIZZAZIONI
DEI TAXI, AMSTERDAM CI RIPENSA
corriere dei trasporti - 5 marzo 2007 - pg. 7
519 KB

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Il comune di
Amsterdam inverte la rotta e sulla deregolamentazione
dei servizi di autopubbliche ci ripensa. La città
simbolo della liberalizzazione dei servizi di trasporto
pubblico ha cambiato idea, e torna al vecchio sistema,
la liberalizzazione selvaggia non ha funzionato, infatti
come del resto era già accaduto a Barcellona, la qualità
del servizio offerto è bruscamente scaduto, mentre i
costi per gli utenti sono aumentati. In Olanda non ci
hanno pensato due volte e immediatamente hanno
riproposto un nuovo regime di rilascio delle licenze,
oltre a varare un pacchetto di norme sulla trasparenza
delle tariffe, il dovere di accettate le corse ed il
rispetto di standard minimi di qualità del servizio. A
pochi mesi dal varo del decreto Bersani e dal durissimo
scontro tra tassisti (in particolare quelli romani) ed
il ministro delle attività produttive, la scelta
olandese rischia di affondare definitivamente il
provvedimento del Governo. Se tutto ciò non bastasse è
arrivato anche lo stop di Veltroni. Le oltre 1300
licenze che il comune di Roma aveva previsto di
rilasciare in tranche ne l 2008 e 2009 sono state
definitivamente soppresse con un accordo che il
Campidoglio ha con le sette sigle sindacali che
rappresentano i 6mila tassisti della Capitale. Nei
giorni scorsi è stato pubblicato da Banca d'Italia uno
studio sul servizio di taxi in Italia. In estrema
sintesi le conclusioni del rapporto individuano
un'offerta inadeguata e tariffe più care rispetto ad
altri paesi dell'Unione Europea '"I fatti ci stanno
dando ragione" ha sottolineato ieri Maurizio Longo,
Responsabile Nazionale di CNA FITA, organizzazione che
rappresenta in Italia circa 7.000 tassisti. Il comune di
Amsterdam ha preso atto che la liberalizzazione, nel
corso del tempo, ha generato un quadro da "selvaggio
west", privando gli utenti oltre che gli stessi tassisti
delle condizioni minime di garanzia "'II tanto citato
studio della Banca d'Italia sulle liberalizzazioni — ha
concluso Longo — si è rivelato inesatto ed incompleto"
le fonti di raccolta dei dati sono scarsamente
verificate, sono sbagliati i rapporti percentuali
taxi/abitanti, come le comparazioni delle tariffe".
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MAURIZIO LONGO
(responsabile
nazionale Fita Cna)
GOMME
CALDE. CHE
ERRORI SUI TAXI DI AMSTERDAM…. OCCHIO AD IMPORTARLI
LIBERO
MERCATO - 4 marzo 2008
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Alla
stazione centrale di Amsterdam per i servizi taxi è una battaglia
quotidiana. I conducenti, prevalentemente di origine extracomunitaria,
sfruttano i clienti con tariffe esorbitanti, spesso allungando i
percorsi, e respingono i servizi che ritengono poco redditizi. Ma dal
prossimo 1º marzo 2008, tutto dovrebbe cambiare: l’amministrazione
comunale ha infatti deciso di costituire una sorta di task force,
definita “taxi elite”: questi tassisti, muniti di una specifica
autorizzazione, potranno operare in esclusiva nell’ambito della stazione
centrale. Il braccio di ferro fra i 1.300 tassisti e il governo federale
era iniziato nel 2000 con l’approvazione della nuova legge sul servizio
taxi che rompeva il monopolio del Taxi Center Amsterdam. A quella legge
aveva fatto seguito il bando di concorso che consentì di rilasciare 635
nuove licenze di taxi. Da allora il servizio è precipitato
qualitativamente e ogni cura posta in essere si è rivelata peggiore del
male. La legge
di liberalizzazione, che aveva l’obiettivo di offrire maggiori scelte al
cliente riducendo le tariffe ha generato solo caos soprattutto nelle
grandi città, al punto che il governo federale è stato costretto a
intervenire ripetutamente correggendo la legge, e consentendo ad esempio
al cliente di scegliere il taxi indipendentemente da quello che era in
cima alla fila. Ciò ha però prodotto risultati negativi perché alla fine
era comunque il tassista a scegliere il cliente, selezionandolo per la
tratta più lunga, e non viceversa. Per non parlare degli ingorghi
continui nei centri di maggior flusso. Neanche l’introduzione di
ispettori incaricati di far rispettare le poche regole rimaste, si è
rivelata efficace. Abusivi e comportamenti scorretti da parte di molti
pseudo tassisti hanno allontanato i tassisti regolari dai principali
centri, al punto di far guadagnare alla stazione centrale di Amsterdam
l’appellativo di “Striscia di Gaza”. Dal
prossimo 1º Marzo, l’amministrazione locale compie un altro passo
indietro rispetto alla liberalizzazione. Imponendo cioè ai tassisti che
potranno operare nell’ambito della stazione centrale di Amsterdam, uno
speciale permesso, da conseguire con apposito corso. Dovranno conoscere
le vie di Amsterdam e lavorare con abiti eleganti. Alla faccia della
deregulation tanto voluta dal ministero delle Attività Produttive contro
un modello, quello italiano, al quale si sta uniformando un numero
crescente di paesi europei.
Ricordiamo che,
al tempo in cui è stato scritto l'articolo, Maurizio Longo era il responsabile nazionale di Fita
Cna, ora non lo è più. Apprezziamo comunque il suo pensiero.
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IRLANDA - UN ALTRO DISASTRO ANNUNCIATO |
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TAXI REGULATION
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http://taxiregulation.nationaltransport.ie/
sito dei taxi
irlandesi |
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DUBLINO - NUOVA
PROTESTA DEL GRUPPO TAXI DRIVERS FOR CHANGE - di Marco Biasi
vai alla pagina
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Tassisti del gruppo
Taxi Drivers for Change |
Si è tenuta questa
mattina la settima manifestazione di protesta del gruppo
Taxi Drivers for Change. I tassisti aderenti, secondo
gli organizzatori circa 2000, si sono suddivisi in due
cortei che dopo aver attraversato a bordo dei loro taxi
le strade della città, creando qualche rallentamento al
normale traffico cittadino, si sono congiunti in
Fitzwilliam Square davanti alla sede della Commission
for Taxi Regulation. Qui riuniti, hanno
dato voce al loro dissenso in merito alla non
regolamentazione nel rilascio di nuove licenze. È stato
dato grande risalto ai numeri portando come termine di
paragone una città come New York che possiede circa
12000 taxi per servire una popolazione di 19 milioni di
persone mentre a Dublino i taxi sono circa 20000 per una
popolazione che si aggira intorno al milione. Ciò che
sostengono è che giunti a questo punto sia ormai
diventato quasi impossibile sopravvivere in questo
settore e che sarà sempre peggio se non si procederà ad
una regolamentazione. Uno dei portavoce
del gruppo ha annunciato, concludendo, nuove
mobilitazioni anche su scala nazionale nei prossimi
mesi.
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GERMANIA |
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http://www.gesetze-im-internet.de/pbefg/index.html
Legge federale del 21 marzo
1961 sul trasporto di persone (aggiornamento del 7 luglio 2005)119 KB

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FRANCIA |
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LEGGE QUADRO FRANCESE
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vai alla pagina
Legge n. 95-66 del 20
gennaio 1995
23 KB 
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TAXIS DE FRANCE
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http://www.taxis-de-france.com/
Taxis de France è un sito molto bello e completo di dati per quel che riguarda il comparto taxi in Francia.
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RAPPORTO ATTALI
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rapporto Attali
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scarica il rapporto Attali
inerente ai taxi (decisione 209, 210, 211)
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REGNO UNITO |
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OFFICE OF FAIR
TRADING
http://www.oft.gov.uk/
Gli Studi di Mercato del Ministero dei Trasporti Britannico si
trovano nel sito di quel governo, sono in formato .pdf (oft676 Annexe....pdf) ed hanno in oggetto
vari studi. Basta scrivere taxi in "search" e si può trovare la
documentazione che il Governo Britannico ha prodotto per migliorare il
servizio taxi.
Qui sotto diamo la possibilità di
scaricare lo studio più importante
risalente al novembre del 2003.
OFT676 - The regulation of licensed taxi and PHV services in the UK
538 KB  |
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STATI UNITI |
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Qui l'intervento di
VICTOR DIZENGOFF, EXECUTIVE DIRECTOR, BLACK CAR ASSISTANCE CORP, NEW
YORK CITY & VICE PRESIDENT, AMERICAN TAXICAB, LIMOUSINE &
PARATRANSIT ASSOCIATION, TLPA
http://www.tlpa.org/index.cfm, USA
al 2º International Taxi Forum dell'IRU che si è svolto a Colonia il
7 novembre 2008
vai alla pagina
DO DEREGULATED MARKETS DELIVER QUALITY? THE AMERICAN EXPERIENCE
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scarica l'intervento integrale di VICTOR DIZENGOFF
164 KB

il quale analizza con grande
lucidità gli esperimenti ed i fallimenti di deregolamentazione del
settore taxi avvenuti negli Stati Uniti all'inizio degli anni 80, in
particolare nelle città di Indianapolis, Seattle, San Diego e
Phoenix.
Qui sotto riportiamo una parte dell'intervento, lo
lasciamo nella lingua del Bardo, in modo che gli amici della
voce.info, dell'Istituto Bruno Leoni e perché no, di la Repubblica,
visto che loro sanno l'inglese, ce lo traducano e spieghino. Thank
You.
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THE
PROMISE OF DEREGULATION |
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Lower fares |
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Higher quality of service |
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Diversification of services offered |
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Expanded service areas, particularly for low income
neighborhoods |
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Opportunity to succeed or fail based on the individual’s
abilities |
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Administration of the industry will be easier and less
costly |
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THE REALITY OF TAXICAB DEREGULATION |
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Fares jump dramatically, an average of 29% in the first
year, between 60% and 70% over the first three years, and
over time the fares remain higher than other comparable city
taxicab rates |
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Service quality deteriorates – older vehicles, short trip
refusals, decline in neighborhood service, overcrowding at
airport and other major trip generators such as downtown
hotels |
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There is virtually no diversification of services offered |
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There is virtually no expansion of the service area |
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There is no opportunity to succeed when a plan is
implemented that is proven beyond a reasonable doubt to harm
the service to the passengers, reduce investment in service
infrastructure by the companies, and force drivers to work
longer hours for less money
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NYC TAXI & LIMOUSINE COMMISSION
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vai al sito dei
taxi di New York |
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BIJU MATHEW
La
storia straordinaria della lotta dei tassisti di New York. Un
esempio vincente di capacità di mobilitazione dal basso
nell’epoca della precarietà sociale. Biju Mathew collabora con il sindacato"
Taxi! Drivers in rivolta a New York
- Edizioni FELTRINELLI
- Pagine: 196 -
Prezzo: Euro 14,5
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Ogni tanto,
improvviso, compare un libro che riesce a raccontare la fatica di
tutti i giorni e a rovesciare il piano dell'astratto nel concreto,
illuminando il tutto con nuova luce. Lo scenario è New York, luogo
per eccellenza del capitalismo neoliberista, mentre gli attori sono
tutti lavoratori immigrati di prima generazione, provenienti
dall’Asia ma anche dall’America latina o dall’Europa dell’Est. Il
tema: le lotte organizzate dai tassisti della Grande mela per
difendere le proprie condizioni di vita, contro il loro
sfruttamento, istituzionalizzato dal comune. Questa la storia. Ogni
giorno i tassisti erano obbligati a versare al proprietario del
"medaglione", la licenza che autorizza il taxi alla circolazione,
circa 150 dollari. Una cifra tanto più esorbitante se comparata ai
circa 20.000 dollari annuali guadagnati in media dai driver dopo
dodici ore di lavoro quotidiano. Contro questa condizione
insostenibile, un gruppo di lavoratori decide di autorganizzarsi al
di fuori dei sindacati ufficiali, ma si trova di fronte a un primo
ostacolo all’apparenza insormontabile. I tassisti newyorkesi
provengono difatti da circa ottanta etnie diverse e in molti casi
incontrano serie difficoltà persino a padroneggiare la lingua
inglese. Inoltre, molti di essi, immigrati di prima generazione,
portano con sé odii antichi, come quelli che dividono i lavoratori
provenienti dal Pakistan e il confinante Punjab indiano. Il libro
racconta la lotta e la vita faticosa di questi lavoratori, e di come
siano riusciti a organizzarsi per vincere. Ma ci racconta
soprattutto le implicazioni di classe e razza nella nuova
organizzazione del lavoro e di come "il neoliberismo" sfrutti
consapevolmente queste linee di divisione per governare. Biju Mathew
descrive con toni vivi questa lotta assumendo talvolta la posizione
dell’etnografo, altre volte quella del giornalista, ma sempre a
partire da una posizione schierata nel costruire la mobilitazione.
Un libro che in parte è un pezzo di bravura sulla storia del lavoro,
sulle storie di immigrazione, ma anche una sorta di manifesto sulla
giustizia sociale, in quello che già comincia a essere considerato
un vero e proprio piccolo classico.
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UN MILIONE DI
DOLLARI IN TAXI
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A New York in
questo momento non c’è investimento più redditizio che
non le licenze dei taxi. La scorsa settimana ne sono
state vendute due a una cifra record: un milione di
dollari l’una. Si tratta di una cifra da capogiro.
Soltanto nel 2003 le licenze si compravano per 215 mila
dollari. Sono aumentate di quasi cinque volte in poco
meno di un decennio. Ma se torniamo indietro di una
trentina d’anni l’aumento di valore è ancora più
sconcertante. Più 1000% dal 1980 a oggi. In confronto
l’oro è aumentato di molto poco – più 180 per cento.
Chi avrebbe mai
pensato che potesse valere così tanto quella piccola
placca in alluminio saldamente avvitata al cofano di
ogni yellow cab di New York? Ce ne sono in tutto 13.237
e il motivo di questo iperbolico aumento di valore è
perchè il numero di taxi a New York è tenuto
artificialmente basso. Da chi? Non so, ma mentre la
popolazione di New York è cresciuta sensibilmente. I
newyorkesi erano poco più di sette milioni nel 1980,
adesso sono otto milioni e mezzo. Eppure il numero di
autopubbliche è rimasto sostanzialmente invariato. In
realtà non ci sono molti più yellow cabs oggi di quanti
non ce ne fossero negli anni ‘30 quando entrarono in
circolazione. Era il 1937 quando nacquero le
licenze e i primi medallion valevano 10 dollari che,
converititi al potere d’acquisto odierno della moneta
americana, sarebbero pari a 135 dollari.
Il valore del
medallion è sempre stato in costante aumento. Unica
eccezione fu appena dopo la tragedia dell’11 settembre
quando temporanemanete il valore della patacca rossa
aveva subito una piccola flessione. A gestire questo
fiorente mercato sono società specializzate in queste
licenze come per esempio la Medallion Financials che fa
prestiti per l’acquisto di medallions. E’ un settore che
per il momento si è dimostrato incrollabile tanto che la
Medallion Financials, una società quotata in borsa con
un giro d’affari di 5 miliardi di dollari, dice di non
esserrsi mai trovata davanti a un caso di default. Anche
in caso di necessità infatti vendere una licenza è
facilissimo e si trovano immediatamente persone disposte
a investire in licenze per yellow cabs.
E’ ironico che il
medallion valga queste cifre da capogiro mentre la
professione del taxista renda sempre meno. Si calcola
che in media il conducente di un yellow cab guadagna
circa 50 mila dollari all’anno, una cifra che per New
York è alquanto modesta.
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KM DI METROPOLITANA NEL MONDO |
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